domenica, Aprile 12, 2026

Guerra in Ucraina, iniziata la tregua per la Pasqua ortodossa. Documentate violazioni da ambo le parti

Nonostante l’entrata in vigore del cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa, il fronte ucraino continua a essere teatro di pesanti ostilità. Secondo i dati diffusi sui canali social dallo Stato Maggiore di Kiev, le forze russe avrebbero violato la tregua per ben 469 volte a partire dal pomeriggio di oggi, rendendo di fatto nullo l’impegno umanitario annunciato. Il bilancio fornito dalle autorità militari ucraine parla di un’attività bellica intensa e diversificata: oltre a 22 assalti diretti e 153 bombardamenti d’artiglieria, la Russia avrebbe impiegato massicciamente la tecnologia dei droni. Nello specifico, sono stati registrati 19 attacchi condotti con velivoli d’attacco modello “Lancet” e “Molniya”, a cui si aggiungono ben 275 incursioni di droni Fpv (First Person View). Questi numeri testimoniano come, nonostante i proclami diplomatici, la pressione militare sulle linee difensive ucraine non abbia subito alcuna reale flessione. “La Pasqua dovrebbe essere un momento di sicurezza e pace. Sarebbe giusto che il cessate il fuoco proseguisse anche dopo le festività”. A ribadirlo, nel suo messaggio serale postato su X, è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, “Abbiamo trasmesso questa proposta alla Russia e, se la Russia sceglierà ancora una volta la guerra invece della pace, dimostrerà ancora una volta al mondo, e agli Stati Uniti in particolare, chi difende davvero i propri principi. L’Ucraina reagirà in modo simmetrico”.
“Ieri e oggi abbiamo avuto colloqui approfonditi con il Comandante in Capo, il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e di Difesa e i Servizi di Sicurezza dell’Ucraina in merito al cessate il fuoco attualmente in vigore per Pasqua. L’Ucraina lo ha proposto più di una volta, e sarebbe positivo se funzionasse davvero. La Pasqua dovrebbe essere un periodo di sicurezza e pace. Sarebbe opportuno che il cessate il fuoco continuasse anche dopo le festività. Abbiamo comunicato questa proposta alla Russia.” “Se non ci saranno attacchi russi, non risponderemo. Ricordiamo come è andata in situazioni simili in passato e sappiamo bene con chi abbiamo a che fare. Se non ci saranno missili o droni russi, rispetteremo anche il cessate il fuoco nei cieli. Lo stesso vale per la prima linea. Ma ogni unità ucraina mantiene il diritto di rispondere”. “Per quanto riguarda la possibilità di est endere il cessate il fuoco, il segnale è stato inviato ai russi”. Il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito di attacchi con droni attribuiti all’Ucraina in alcune località di questo territorio, nel quale almeno due persone sono rimaste ferite. Lo riporta la Tass, senza specificare se gli attacchi siano avvenuti prima o dopo le 15 italiane, ora di inizio di una tregua accettata dalle due parti in occasione della Pasqua ortodossa. Dal canto suo, riporta Ukrinform, la procura del Kherson ha reso noto che è salito a tre morti il bilancio di attacchi con droni avvenuti tra la mattinata e le 14:30 ora italiana. La Russia ha continuato a colpire le posizioni ucraine con i droni dopo che sabato è entrato in vigore il cessate il fuoco pasquale dichiarato dal Cremlino. Lo ha riferito un ufficiale militare ucraino all’Associated Press. “Il cessate il fuoco non viene rispettato dalla parte russa”, ha dichiarato Serhii Kolesnychenko, addetto alle comunicazioni della 148ª Brigata d’Artiglieria Separata. Kolesnychenko ha precisato che, sebbene il fuoco d’artiglieria si sia interrotto nel settore in cui opera la sua brigata (all’incrocio tra le regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia), le forze russe hanno continuato a usare i droni per colpire le postazioni ucraine. Le forze di Kiev hanno risposto seguendo il principio del “silenzio al silenzio e fuoco al fuoco”. La Russia ha ricevuto 175 militari russi dal territorio controllato da Kiev e, in cambio, ha rilasciato 175 prigionieri di guerra delle Forze Armate ucraine. Il ministero della Difesa russo ha inoltre riferito che sono stati restituiti anche sette residenti della regione di Kursk, detenuti illegalmente in Ucraina.
“L’11 aprile, 175 militari russi sono stati rimpatriati dal territorio controllato dal regime di Kiev. In cambio, sono stati trasferiti 175 prigionieri di guerra delle Forze Armate ucraine. Sono stati inoltre rimpatriati sette cittadini russi, residenti nella regione di Kursk, che erano stati illegalmente detenuti dal regime di Kiev”, ha riferito il Ministero della Difesa. Il ministero della Difesa ha osservato che gli Emirati Arabi Uniti hanno agito da intermediari nel rimpatrio del personale militare russo dall’Ucraina. “Gli Emirati Arabi Uniti hanno fornito assistenza umanitaria e mediazione durante il rimpatrio dei militari russi dalla prigionia”, ha riferito il dipartimento militare.

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