lunedì, Aprile 13, 2026

Il Papa in Africa: undici giorni nel cuore del Continente, tra fedi, disuguaglianze e convivenza

Un viaggio, il terzo del Pontificato e il secondo del 2026, che si annuncia storico, attraverso la ricchezza e la diversità del Continente africano: è quello che compirà da domani Papa Leone XIV, visitando l’Algeria, il Camerun, l’Angola e la Guinea Equatoriale. Quattro Stati, quattro mondi con realtà e tradizioni differenti e complessi, dove politica, religione, economia e culture locali si intrecciano in modi sorprendenti e spesso drammatici. Quattro Paesi nei quali è forte l’influenza della Cina presente nel quadro economico e nei quali vi è la massiccia presenza delle chiese indipendenti, ossia comunità religiose non affiliate alle grandi confessioni storiche riconosciute dallo Stato. Tra i temi che il Pontefice toccherà, il ruolo dei giovani, delle religioni, dei governanti e delle donne per costruire la pace, ma anche il ricordo dei martiri, il ruolo della cultura, la sfida della convivenza e il rischio dello sfruttamento delle risorse.  Prima tappa (da oggi al 15 aprile) l’Algeria: papa Leone XIV sarà il primo Pontefice a recarsi nella terra che diede i natali a Sant’Agostino, padre del suo ordine religioso. Come superiore generale, Prevost si era recato più volte ad Algeri e Annaba. Ora torna da Papa, non solo per il desiderio, come aveva annunciato durante il volo di ritorno dal Libano, di visitare i luoghi del Santo d’Ippona, ma anche per continuare a costruire ponti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano. I cattolici nel Paese sono circa 5.000, pari a meno dello 0,01% della popolazione, in stragrande maggioranza islamica. Tra le testimonianze cristiane, quella di Charles de Foucauld. E poi i sette monaci trappisti di Tibhirine, uccisi negli anni ’90, e i 19 martiri (13 religiosi, fra cui un vescovo e 6 religiose) beatificati da Papa Francesco nel 2018. Ultima tappa (dal 21 al 23 aprile), la Guinea Equatoriale: piccolo Stato ricco di risorse (l’economia è fortemente dipendente dalle esportazioni di greggio) ma con una marcata ineguaglianza sociale. La Chiesa cattolica è maggioritaria, con percentuali superiori all’80%. Se in Algeria, il Successore di Pietro finora non è mai giunto, negli altri tre Stati la presenza di un Pontefice manca da diversi anni: in Camerun si recarono sia Giovanni Paolo II (nel 1985) sia Benedetto XVI (nel 2009), che andò anche in Angola, dove invece Wojtyla era andato nel 1992. E anche la Guinea Equatoriale ha ricevuto la visita del Papa polacco nel 1982. In tutti questi quattro Paesi, Papa Francesco non si è mai recato, pur avendo visitato dieci regioni dell’Africa. Anche l’Angola (dal 18 al 21 aprile) è una terra dai contrasti profondi, segnata da una lunga guerra civile. Tra i maggiori esportatori di petrolio al mondo, dopo la Nigeria, nel Paese protagonista è l’“Angola Mode”, strategia di cooperazione economica con la Cina, basata sullo scambio di risorse naturali, principalmente petrolio, con finanziamenti cinesi per grandi progetti infrastrutturali. In Angola però le disuguaglianze sociali e la disoccupazione giovanile continuano a essere problemi cruciali. Dal 15 al 18 aprile Leone XIV sarà in Camerun, nazione flagellata da un terribile e dimenticato conflitto che ha provocato migliaia di morti e quasi 500mila sfollati interni. Il Paese conta oltre 200 diverse etnie e gruppi linguistici dove il nord è particolarmente esposto alla violenza jihadista, con Boko Haram e l’Islamic State West Africa Province (ISWAP) responsabili di uccisioni, rapimenti e attacchi contro comunità religiose, inclusi i musulmani che non accettano l’ideologia estremista.

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