martedì, Aprile 14, 2026

“Oltre le sbarre”, Francesco Certo porta la poesia negli istituti di pena

“Oltre le sbarre” è una dimensione reale che va oltre l’idealizzazione poetica. Francesco Certo, l’autore della raccolta, sta per toccarla con mano in sette appuntamenti in diverse carceri d’Italia tra aprile e maggio, con l’obiettivo di dare un riscontro definitivo alle sue intuizioni sul tema della reclusione. Nel libro Certo propone l’immedesimazione nella pelle di un detenuto, un uomo che guarda idealmente fuori dalla sua cella e cerca di “evadere”, di entrare in contatto con quella vita da cui è temporaneamente escluso.  “La poesia serve a salvare l’anima”, il mantra dell’autore, si riflette sui contenuti delle poesie di questa raccolta. La scrittura in versi si configura come un’opportunità di fuggire dalla quotidianità grigia e di riscattarsi, ma allo stesso tempo di prepararsi al reinserimento nella società, riflettendo sulla vita lì fuori. “Un’idea che mi è venuta, non so esattamente da dove, ma che ho sentito la necessità di concretizzare. Una volta cominciato l’ho lasciata fluire e l’ho portata a termine”, dice Certo, che non ha mai fatto esperienza della vera vita in carcere, se non indirettamente, in maniera fortuita: “Ho incontrato un ragazzo l’anno scorso, con cui ho scambiato due chiacchiere. Mi ha confidato di essere un ex detenuto, ma non è entrato nei particolari della sua esperienza in prigione. È stata una conversazione breve ed è probabile che mi abbia ispirato ma non so dirlo con certezza”, ha raccontato. È proprio “Oltre le sbarre”, la sua diciassettesima raccolta di poesie, che ha dato vita a un progetto più ampio: sette appuntamenti in diverse carceri d’Italia, in cui l’autore incontrerà personalmente i detenuti. “Quest’opportunità la devo al sostegno indispensabile dell’associazione “Seconda Chance” e in particolare alla collega Flavia Filippi”, ha aggiunto Certo. Imminente la visita alla Casa di Reclusione di Civitavecchia, il 15 aprile, organizzata da Anna Buccafusca. Seguirà una settimana di incontri in Piemonte, dal 27 al 30 aprile nelle carceri di Ivrea, Fossano, Alba, Biella e Asti, gestiti da Martina Piazza. Infine, il 15 maggio l’appuntamento è a Prato per l’ultima tappa, mediata da Sara Benvenuti.  Una serie di esperienze coinvolgenti, un’opportunità su entrambi i fronti per scambiare prospettive diverse tra chi vive in libertà e chi da recluso, per farle convergere in un rapporto fruttuoso. “Mi piacerebbe che questo progetto si sviluppasse. Sarebbe interessante capire se le sensazioni di queste persone sono quelle che ho descritto nel libro e magari dar vita a una collaborazione con i detenuti per scriverne altri”. Così ha concluso l’autore, esprimendo la speranza di poter portare una boccata d’aria in una dimensione in cui la quotidianità è sempre lenta e ripetitiva.

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