martedì, Aprile 14, 2026

Tarquinia, revocata la gestione dello stabilimento balneare comunale: rottura con il concessionario

Si consuma una frattura netta tra il Comune di Tarquinia e il soggetto gestore dello stabilimento balneare comunale. Con la determinazione n. 539 del 14 aprile 2026, l’ente ha disposto la risoluzione del contratto (Rep. 1021/2025) e la contestuale revoca dell’affidamento del servizio al Raggruppamento temporaneo di imprese “Bonita”, guidato dalla mandataria L’Arsenale S.r.l. di Roma. Una decisione che arriva al termine di una serie di criticità ritenute gravi dall’amministrazione e che, di fatto, segnano la fine anticipata di un rapporto che avrebbe dovuto coprire il triennio 2025-2027 ma che si interrompe dopo appena una stagione.
Al centro del provvedimento, in primo luogo, la questione economica. Secondo quanto ricostruito dagli uffici comunali, il canone relativo alla stagione 2025, pari a 12.400 euro e con scadenza fissata al 30 settembre dello stesso anno, sarebbe stato versato soltanto il 30 marzo 2026, ovvero dopo la notifica del preavviso di revoca. Un ritardo di circa sei mesi che l’ente considera di “particolare gravità”, soprattutto in relazione alla sostenibilità delle future annualità contrattuali.
A pesare sulla decisione anche le contestazioni relative agli interventi strutturali. In sede di gara, il raggruppamento si era impegnato a realizzare una ristrutturazione completa delle strutture prima dell’avvio della stagione balneare 2025. Tuttavia, secondo il Comune, tali lavori non sarebbero stati eseguiti nei termini e nelle modalità previste dal capitolato, alimentando ulteriori dubbi sulla corretta gestione della concessione.
Non meno rilevante, infine, il capitolo legato ai presunti abusi. Accertamenti condotti dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia avrebbero evidenziato la realizzazione di opere in assenza dei necessari titoli abilitativi, sia sul piano demaniale che urbanistico-edilizio. Un elemento che ha contribuito a rafforzare la posizione dell’amministrazione nella scelta di interrompere il rapporto. Il provvedimento apre ora una nuova fase, che potrebbe avere sviluppi anche sul piano legale. La vicenda, infatti, si configura come uno dei casi più delicati degli ultimi anni nella gestione delle concessioni balneari comunali, con possibili ripercussioni sia sull’organizzazione della prossima stagione estiva sia sul futuro assetto dello stabilimento pubblico.

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