Migliora la qualità dell’aria in Italia nel 2025, ma restano alcune criticità. Secondo i dati del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, i limiti per le polveri sottili PM10 e PM2,5 sono stati rispettati per la maggior parte dell’anno e su quasi tutto il territorio nazionale. Si registra anche una riduzione del biossido di azoto, mentre resta più complessa la situazione dell’ozono, nei mesi estivi, a causa del caldo e della mancanza di precipitazioni. Le situazioni più critiche si concentrano nella Pianura Padana e in alcune aree del Centro-Sud. Nel Lazio, particolare attenzione alla Valle del Sacco, in provincia di Frosinone, dove si continuano a registrare superamenti dei limiti. I dati indicano comunque un miglioramento: il valore annuale del PM10 è rispettato in tutte le regioni, mentre per il PM2,5 si osserva una riduzione media del 14 per cento rispetto agli anni precedenti. Durante l’inverno sono state adottate diverse misure per contenere l’inquinamento, tra cui le domeniche ecologiche a Roma, con blocchi del traffico nella Fascia Verde il 18 gennaio, il 22 febbraio e il 29 marzo 2026. Nonostante i progressi, restano necessari ulteriori interventi per raggiungere i nuovi obiettivi europei sulla qualità dell’aria entro il 2030.






