Nel racconto della storia moderna di Cerveteri, il nome di Raniero Mengarelli occupa un ruolo centrale e decisivo, al punto da essere spesso indicato come la figura che più di ogni altra ha contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio etrusco della città. Un’eredità che, secondo molti studiosi e appassionati, ha cambiato per sempre il destino del territorio cerite. È grazie al suo lavoro, infatti, se oggi Cerveteri può vantare la presenza della straordinaria Necropoli della Banditaccia, uno dei siti archeologici più importanti del mondo etrusco e riconosciuto come patrimonio dell’umanità UNESCO. Un risultato che non si limita alla sola scoperta delle tombe, ma che si estende a un’opera complessiva di valorizzazione e progettazione del paesaggio archeologico. Mengarelli, infatti, non si è limitato a riportare alla luce le necropoli etrusche, ma ha contribuito a definirne l’identità moderna, trasformando l’area in un vero e proprio “parco” archeologico ante litteram. La sua visione ha guidato anche la scelta del contesto ambientale, con un’attenzione particolare alla componente naturale che oggi caratterizza la Banditaccia: un paesaggio verde integrato con le tombe rupestri, studiato e modellato al fine di restituire armonia tra storia e natura. Questa impostazione rende la Necropoli di Cerveteri un unicum nel panorama archeologico internazionale. Chi visita il sito non si trova soltanto davanti a testimonianze straordinarie della civiltà etrusca, ma vive un’esperienza immersiva in un ambiente che conserva ancora oggi una forte identità paesaggistica. Una caratteristica che distingue profondamente la Banditaccia da altri importanti complessi etruschi, come quello di Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia. Proprio il confronto tra i due siti evidenzia la specificità dell’impostazione cerite: mentre altrove prevale la monumentalità delle tombe affrescate o la densità urbana delle sepolture, a Cerveteri è il rapporto con il verde, con la collina e con la disposizione degli alberi a definire l’identità del luogo. Un’impronta che molti attribuiscono direttamente alla visione di Mengarelli, che avrebbe selezionato e disposto la vegetazione con l’obiettivo di costruire un vero e proprio paesaggio archeologico. Il risultato è un’area che unisce valore storico, scientifico e ambientale, capace di attrarre studiosi e visitatori da tutto il mondo. Un patrimonio che, oltre al suo eccezionale valore culturale, ha contribuito in modo decisivo anche allo sviluppo turistico di Cerveteri, trasformando quello che un tempo era un territorio agricolo in una delle mete archeologiche più importanti del Lazio. Oggi, a distanza di decenni, il nome di Raniero Mengarelli resta indissolubilmente legato alla nascita e alla valorizzazione della Necropoli della Banditaccia. Un’eredità che continua a vivere ogni giorno tra i sentieri della necropoli, dove storia e paesaggio si fondono in un equilibrio unico al mondo.






