Il vicepresidente Usa JD Vance dovrebbe partire per il Pakistan martedì mattina. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali i negoziati sono in programma per mercoledì. Poco prima Trump aveva fatto sapere che “i colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti”. Trump in precedenza era tornato a minacciare: “Offriamo un accordo equo, accettino o distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran”. Teheran aveva respinto le minacce. “Non accettiamo ultimatum. In caso di attacco risponderemo“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, a quanto riporta l’agenzia Tasnim. Se dagli Stati Uniti giungeranno “segnali positivi”, Teheran potrebbe inviare una squadra di negoziatori a Islamabad, ha dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera il presidente della Commissione Parlamentare iraniana sulla Sicurezza Nazionale, Ebrahim Azizi. Gli Stati Uniti hanno colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell’Oman, e hanno assunto il pieno controllo dell’imbarcazione. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. La nave Touska – riferisce Trump – ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è “rifiutata di ascoltare e così la Marina l’ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti”. Immediata la replica di Teheran: “Gli Usa hanno violato il cessate il fuoco, reagiremo presto contro l’atto di pirateria”. Tasnim: droni contro navi militari Usa dopo sequestro portacontainer. Gli Stati Uniti hanno confermato che giovedi’ si terranno a Washington un secondo ciclo di colloqui a livello di ambasciatori tra Israele e Libano. “Gli Stati Uniti accolgono con favore l’impegno proficuo iniziato il 14 aprile”, ha dichiarato un funzionario del dipartimento di Stato al Times of Israel. “Continueremo a facilitare discussioni dirette e in buona fede tra i due governi”. Donald Trump ribadisce che non intende togliere il blocco Usa a Hormuz fino a quando non ci sarà un accordo. “Vogliono che lo apra. Vogliono disperatamente che lo apra, ma non lo farò fino a quando un accordo non sarà firmato”, ha aggiunto il presidente. Donald Trump ha detto all’agenzia Bloomberg che un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran è “altamente improbabile” se non sarà firmato un accordo. Il cessate il fuoco scade mercoledì, ha messo in evidenza Trump. JD Vance dovrebbe partire per il Pakistan martedì mattina. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali i negoziati sono in programma per mercoledì. La Casa Bianca ha riferito a Cnn che non ci sono comunicazioni ufficiali sulla tempistica. “Ci aspettiamo che la delegazione si metta presto in viaggio, ma non è chiaro quando”. “Proprio come i risultati in Venezuela, di cui i media non amano parlare, i risultati in Iran saranno sorprendenti. E se i nuovi leader iraniani (cambio di regime!) saranno intelligenti, l’Iran potrà avere un futuro grande e prospero!”. Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump. Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha espresso la speranza di un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, auspicando “che contribuisca al raggiungimento di accordi che consolidino il cessate il fuoco, allentino le tensioni e pongano fine alla guerra”. Lo ha detto incontrando l’inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Jean Arnault, oggi al Cairo nell’ambito di un giro di visite nella regione. Il ministro si è congratulato con l’inviato delle Nazioni Unite per la sua recente nomina a capo degli sforzi delle Nazioni Unite per promuovere la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente e gli ha augurato ogni successo nel suo nuovo ruolo. L’incontro ha permesso uno scambio di opinioni sulla situazione nella regione e sugli sforzi dell’Egitto a sostegno dei negoziati tra Stati Uniti e Iran volti a raggiungere un accordo che favorisca la calma e la de-escalation. Abdelatty si è anche soffermato sulle gravi ripercussioni della guerra sulla libertà di navigazione, le catene di approvvigionamento, la sicurezza alimentare, il commercio internazionale e la sicurezza energetica, alla luce dell’aumento dei prezzi dell’energia e del petrolio. Arnault, da parte sua – riferisce un portavoce del ministero -, “ha espresso la sua profonda gratitudine all’Egitto per il ruolo svolto nel sostenere la sicurezza e la stabilità e nel ridurre le tensioni nella regione” e “ha ribadito il sostegno delle Nazioni Unite agli sforzi dell’Egitto per ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione”.






