Aumentano nel Lazio le denunce di malattia professionale nei primi mesi del 2026. Secondo i dati aggiornati dall’Inail al 28 febbraio, segnalati dalla Cgil di Roma e del Lazio, si registra un incremento del 17%, con le denunce passate da 867 nel 2025 a 1.016 nel 2026. Il dato conferma un quadro che, secondo il sindacato, continua a destare forte preoccupazione, con un aumento che coinvolge quasi tutte le province della regione. L’incremento più marcato si registra a Latina, dove le denunce passano da 151 a 261, seguita da Rieti, che vede quasi raddoppiare i casi da 67 a 117. In crescita anche Roma, con un aumento da 346 a 374 denunce, e Viterbo, da 84 a 99. Fa eccezione Frosinone, unica provincia in controtendenza, dove si registra un calo da 219 a 165 denunce. Sul piano di genere, l’aumento riguarda soprattutto gli uomini: le denunce passano da 644 a 783, mentre tra le donne l’incremento è più contenuto, da 223 a 233. Dall’analisi delle tipologie emergono segnali considerati particolarmente critici. Le denunce per tumori di origine professionale salgono da 11 a 15 casi, mentre si registra un aumento significativo dei disturbi psichici e comportamentali, passati da 2 a 9 casi, indicati come possibile segnale di un peggioramento delle condizioni lavorative. In crescita anche le malattie del sistema respiratorio, da 6 a 10 denunce, quelle dell’orecchio, da 17 a 22, e le patologie della cute e del tessuto sottocutaneo, passate da zero a 2 casi. Di fronte a questi numeri, la Cgil sottolinea la necessità di rafforzare le misure di prevenzione, i controlli e la sorveglianza sanitaria, oltre a potenziare le tutele per i lavoratori nei luoghi di lavoro.






