mercoledì, Aprile 22, 2026

Il divieto vale anche per la pesca sportiva

Lo stop alla pesca dei molluschi bivalvi previsto per il 2026 non riguarda esclusivamente l’attività professionale, ma si estende anche al settore sportivo e ricreativo, con un divieto generalizzato che coinvolge qualsiasi forma di prelievo delle specie interessate nei periodi stabiliti dall’ordinanza della Capitaneria di Porto di Roma. Il provvedimento, infatti, stabilisce che nei mesi di fermo non potranno essere utilizzate draghe meccaniche (HMD), draghe meccanizzate (DRB) né alcun altro tipo di attrezzatura impiegata per la raccolta dei molluschi bivalvi, includendo esplicitamente anche gli strumenti comunemente utilizzati per la pesca amatoriale. In sostanza, durante i periodi indicati non sarà consentito raccogliere vongole, telline o cannolicchi nemmeno per uso personale o familiare, estendendo così la misura a ogni forma di prelievo dal mare. La decisione risponde a un principio di uniformità del blocco, con l’obiettivo di evitare che, mentre una parte della filiera si ferma per garantire il ripopolamento delle specie, altre attività continuino a esercitare pressione sugli stessi stock ittici. L’impostazione dell’ordinanza punta quindi a una tutela integrale dell’ecosistema marino, considerata necessaria per consentire il recupero biologico dei fondali e garantire la sostenibilità della risorsa nel tempo. Una scelta che introduce un regime di protezione esteso e omogeneo, eliminando distinzioni tra pesca professionale e ricreativa nei periodi di fermo, con effetti diretti anche sulle consuetudini locali legate alla raccolta occasionale dei molluschi lungo il litorale.

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