giovedì, Aprile 23, 2026

Decreto sicurezza, sì della Camera alla fiducia. Schlein e Conte all’attacco

Via libera dell’aula della Camera alla fiducia sul Dl sicurezza con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. In tarda serata, tra le proteste dell’opposizione, approvata quindi la seduta fiume nell’esame del decreto. I voti sugli odg saranno non prima delle 10.30 di giovedì. La votazione finale del provvedimento sarà invece non prima delle 11.30 di venerdì 24 aprile. La seduta dunque “proseguirà ininterrottamente” fino all’approvazione del provvedimento, salvo, ha spiegato Mulè in aula, sospensioni tecniche di 10-15 minuti ogni tre ore di lavori. Le dichiarazioni di voto saranno “sul complesso degli ordini del giorno” finora non esaminati, ha puntualizzato il presidente di turno. “Il decreto correttivo prevede quello che è stato anticipato: un correttivo” basato sulle “osservazioni che ci sono pervenute dal Quirinale. Come abbiamo sempre fatto, noi teniamo in massima considerazione le osservazioni del Colle. La norma comunque mantiene una sua utilità e nobiltà che noi volevamo conferirle, cioè rilanciare un tema, quello dei rimpatri volontari assistiti che già si fanno insieme a organizzazioni umanitarie, quindi lo faremo secondo le osservazioni che ci sono pervenute”, ha intanto spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine del IX Congresso nazionale del Coisp “La sicurezza bene comune”, a Roma. Nelle intenzioni non c’era nulla di quello che si è detto, cioè immaginare un ruolo diverso da quello nobile dell’avvocato, categoria alla quale mi sono onorato di aver appartenuto nei primi anni post universitari – aggiunge – Però abbiamo preso atto di questo e toglieremo quei riferimenti, ciò non toglie che l’istituto è molto importante”. Il ministro assicura che verrà fatto “tutto entro venerdì” e il decreto “farà i percorsi necessari”. “I temi della sicurezza e dell’immigrazione sono tra i più divisivi e io ho molto rispetto anche per quello che dice l’opposizione. Ma se qualcuno ha voluto vedere nella nostra postura e nel nostro intervento uno Stato cattivo mi chiedo se sia cattivo uno Stato che, attraverso interventi normativi, si occupa del benessere dei poliziotti, della tutela legale e della presunzione di innocenza, peraltro senza che sia stato richiesto dalle organizzazioni sindacali. È evidente che questo segna una differente visione dei rapporti tra autorità e libertà”, ha continuato il ministro. “Noi riteniamo che la libertà dei cittadini si esprima attraverso il rafforzamento dell’autorità pubblica, non come concetto vessatorio, ma come qualcosa che rafforza lo Stato e aiuta a rendere più forte anche la libertà dei cittadini”. “Se non avessero fallito anche sulla sicurezza, non sarebbero qui a discutere il quarto decreto con lo stesso nome. Se avessero funzionato i tre precedenti non sarebbero qui a discuterne un altro. Quello diciamo sulla sicurezza è proprio un fallimento conclamato” del governo Meloni “perché hanno fatto solo propaganda, restringendo gli spazi del dissenso anche pacifico, introducendo norme più repressive del codice Rocco del 1930, mentre nel 2023 e nel 2024 i reati aumentavano. Se avessero messo un euro per ogni nuovo reato che hanno introdotto sulla sanità pubblica, a quest’ora le, le liste d’attesa si sarebbero già accorciate. E invece è successo il contrario”, l’attacco dopo il votto della segretaria Pd Elly Schlein parlando con i cronisti a Montecitorio. “Un approccio tutto basato sulla repressione e mai sulla prevenzione. Anzi, sulla prevenzione hanno tagliato i fondi ai comuni scaricando su di loro la responsabilità, che sulla sicurezza, ricordiamolo, è del governo. Mancano 22.000 agenti tra Polizia di Stato e Carabinieri, 12.000 nella Polizia Municipale. Non hanno messo le risorse che servivano mentre continuano a rivendicare delle assunzioni che sono il normale turnover nemmeno completo. E quando si parla di prevenzione, si parla di prevenzione che non passa solo dal rafforzamento dei presidi di sicurezza, ma anche dai presidi sociali, educativi, dal coinvolgimento del terzo settore che ci aiuta spesso soprattutto nelle aree più difficili, nelle aree più marginalizzate del Paese. Potevano coinvolgere tutte queste realtà per una grande strategia condivisa. Ma non lo hanno fatto”. “Invece hanno fatto solo propaganda con la clava, colpendo il dissenso anche pacifico, lavoratrici e lavoratori che erano in sciopero, giovani attivisti. Con le altre opposizioni abbiamo detto: riportate subito in Italia i soldi che avete buttato per quei centri in Albania e riportate anche qui quegli agenti, perché manca organico in tutto il Paese. Se vuoi fare una cosa seria sulla sicurezza inizi da lì”, sottolinea la segretaria del Pd. “A questo approccio fallimentare – aggiunge Schlein – hanno aggiunto un clamoroso pasticcio istituzionale. Come si può descrivere una destra che, nonostante il nostro muro qui in aula con le altre opposizioni, sta correndo per approvare una norma, che dovranno modificare il minuto dopo con un’altra norma, quindi andare contro quello che loro stessi hanno deciso e votato? Il tutto grazie all’intervento del Quirinale, perché altrimenti sarebbero andati dritti”. “Stasera – ha continuato – cercheremo di usare i tempi a disposizione per frenare il più possibile l’approvazione di questo ulteriore pessimo decreto di propaganda sulla sicurezza che non migliorerà la sicurezza per le cittadine e i cittadini, come è successo per gli altri tre”. “Sulla sicurezza avete fallito, questa è la realtà. Lo dicono i dati, non noi del Pd, e la cosa bella è che ce lo state dicendo voi: è il quarto decreto con lo stesso nome, sullo stesso tema… se avessero funzionato gli altri tre, evidentemente…”, ha poi detto Schlein intervenendo in aula alla Camera durante l’esame degli ordini del giorno al decreto sicurezza. “Avete introdotto norme più repressive del codice Rocco del 1930”, ha rimarcato la segretaria dem. “Continueremo a fare muro fino all’ultimo secondo”, incalza Schlein concludendo l’intervento sull’ordine del giorno firmato da Arturo Scotto.

 

 

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