venerdì, Aprile 24, 2026

Civitavecchia, torna lo spettro della discarica: scontro sul nuovo Piano rifiuti del Lazio

Il nuovo Piano rifiuti della Regione Lazio riaccende le tensioni politiche e territoriali a Civitavecchia, riportando al centro del dibattito il tema delle servitù ambientali e del ruolo della città all’interno della Città Metropolitana di Roma. A sollevare la questione è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Grasso, che parla di “un onere pesantissimo” destinato a ricadere sul territorio. Secondo quanto previsto dal piano approvato dalla giunta regionale, a Civitavecchia verrebbe assegnata una volumetria di circa 400 mila metri cubi di discarica a servizio della provincia di Roma. Una prospettiva che, per l’esponente politico, rappresenta l’ennesima conferma di una linea penalizzante per la città. “Il nuovo Piano rifiuti del Lazio rimette Civitavecchia davanti a un onere pesantissimo — dichiara Grasso — senza neppure poter chiudere il proprio ciclo dei rifiuti”. Un doppio squilibrio, secondo il capogruppo, che vede da un lato il territorio chiamato a ospitare impianti e volumi per l’intera area metropolitana, e dall’altro l’impossibilità di dotarsi di un sistema autonomo ed efficiente per la gestione locale. Nel mirino finisce anche la mancata uscita dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, considerata da Fratelli d’Italia una delle cause strutturali della situazione attuale. “È l’ennesimo effetto di una scelta che continua a condannare la nostra città a subire decisioni prese altrove”, attacca Grasso, denunciando una perdita di autonomia nelle politiche ambientali e nella pianificazione territoriale. Il tema delle discariche, da anni sensibile per Civitavecchia e per l’intero litorale nord, torna così al centro dell’agenda politica locale, intrecciandosi con le strategie regionali sulla gestione dei rifiuti. Il piano della Regione punta a riequilibrare il sistema, ma sul territorio cresce la preoccupazione per un possibile aumento del carico ambientale. La partita è ora destinata a spostarsi sul piano istituzionale e amministrativo, con possibili richieste di revisione e un confronto che si annuncia acceso tra enti locali e Regione. Sullo sfondo resta una questione irrisolta: come conciliare le esigenze di un sistema integrato su scala metropolitana con la tutela dei territori che, come Civitavecchia, chiedono da tempo maggiore autonomia e un’equa distribuzione degli impatti.

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