Nuova iniziativa diplomatica degli Stati Uniti sul dossier iraniano. Secondo quanto riferito dalla CNN citando fonti informate, l’ex presidente Donald Trump avrebbe incaricato il suo inviato Steve Witkoff e il genero Jared Kushner di recarsi a Islamabad per incontrare negoziatori iraniani. I due emissari sarebbero attesi nella notte italiana nella capitale del Pakistan, mentre – sempre secondo le stesse fonti – il vicepresidente JD Vance non prenderà parte alla missione. L’iniziativa si inserisce in un contesto regionale estremamente delicato, con crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. In questo quadro, fonti informate riferiscono che anche la Difesa italiana avrebbe predisposto un possibile dispositivo navale: tra i mezzi pronti figurerebbe una fregata attualmente in porto in Italia, affiancata da due cacciamine e una nave logistica, disponibili per un eventuale intervento di bonifica nell’area. L’eventuale invio, tuttavia, resta subordinato a tre condizioni ritenute imprescindibili: una tregua con cessazione delle ostilità nella zona, un mandato internazionale e l’autorizzazione del Parlamento italiano. Solo in presenza di queste garanzie operative e politiche la missione potrebbe essere attivata, e comunque “in condizioni di piena sicurezza”. Sul fronte iraniano, intanto, si registrano scosse interne che rischiano di complicare ulteriormente il quadro negoziale. Secondo un’esclusiva di Iran International, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, indicato come capo della squadra negoziale con Washington, si sarebbe dimesso a causa di forti contrasti interni. Ghalibaf sarebbe stato criticato per aver tentato di inserire la questione nucleare nei colloqui con gli Stati Uniti, mossa che avrebbe incontrato la netta opposizione delle componenti più rigide dell’establishment iraniano. Le sue dimissioni aprono ora una fase di incertezza sulla guida dei negoziati. Tra i possibili successori emerge il nome di Saeed Jalili, figura ultraconservatrice e rappresentante della Guida Suprema presso il Consiglio supremo di sicurezza nazionale, noto per le sue posizioni intransigenti. Parallelamente, anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi starebbe cercando di assumere un ruolo centrale nella conduzione dei colloqui. Il quadro che si delinea è quello di una trattativa fragile, attraversata da tensioni sia sul piano internazionale sia all’interno della stessa leadership iraniana, mentre i movimenti diplomatici e militari in corso segnalano un possibile snodo decisivo nelle relazioni tra Washington e Teheran.
Gli emissari Witkoff e Kushner in viaggio verso il Pakistan per colloqui con l’Iran. Tensioni nella leadership negoziale di Teheran






