sabato, Maggio 2, 2026

Civitavecchia, ciclabile sull’Aurelia sotto accusa: “Sarà davvero sicura?”

Sarà davvero sicura la nuova pista ciclabile? È la domanda che sempre più cittadini si pongono a Civitavecchia osservando i lavori lungo l’Aurelia per il collegamento con il Castello di Santa Severa.
A mettere nero su bianco le perplessità è una residente, che in una lettera firmata accende i riflettori su criticità progettuali e possibili rischi per la sicurezza stradale. “Nutro molte perplessità di realizzazione e sicurezza”, scrive senza mezzi termini, denunciando innanzitutto la scarsa chiarezza sulle modalità di esecuzione dell’opera.
Il punto più delicato riguarda il tratto dell’Aurelia compreso tra la zona dell’“Ideale” e il Marangone, già noto in passato per diversi incidenti. Proprio qui, secondo quanto segnalato, i lavori starebbero causando un restringimento significativo della carreggiata, sollevando interrogativi sul rispetto delle normative vigenti.
“Qualcuno ha verificato che tali misure siano rispettate?”, domanda la cittadina, richiamando quanto previsto dal Codice della strada, che stabilisce una larghezza minima delle corsie compresa tra 2,75 e 3,75 metri, senza includere banchine o piste ciclabili.
I dubbi si estendono anche alla rotatoria di San Gordiano Nord, indicata come uno dei punti più critici dell’intero tracciato. Ma a preoccupare è soprattutto la gestione delle emergenze: in un’arteria trafficata come l’Aurelia, gli attuali restringimenti potrebbero rendere difficile per gli automobilisti accostare e lasciare spazio ai mezzi di soccorso.
Tra le criticità evidenziate nella lettera anche la presenza, nel tratto di fronte al Marangone, di un cordolo dissuasore – presumibilmente in calcestruzzo e di altezza rilevante – che delimita la carreggiata. Un elemento ritenuto potenzialmente pericoloso, soprattutto se esteso lungo tutto il percorso ciclabile, perché limiterebbe ulteriormente lo spazio di manovra delle vetture aumentando il rischio di incidenti.
“Creerebbe ulteriore difficoltà nel transito e impedirebbe alle auto di accostare a destra”, si legge ancora nella segnalazione, con un chiaro riferimento alle norme del Codice della strada. Da qui l’appello finale, che suona anche come un monito: “Prima di proseguire con questo spreco di denaro pubblico, che di certo non aiuterà i ciclisti, si rispettino il Codice della strada e le norme di sicurezza”. Un intervento che riapre il confronto pubblico su un’opera strategica per la mobilità sostenibile del territorio, ma che – almeno per una parte dei cittadini – necessita ancora di chiarimenti e garanzie.

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