sabato, Maggio 2, 2026

Ladispoli, allarme tartarughe azzannatrici: due esemplari trovati a Torre Flavia

Scatta l’allarme ambientale a Ladispoli dopo il ritrovamento di due esemplari di tartaruga azzannatrice nordamericana nella Palude di Torre Flavia, un’area acquitrinosa particolarmente favorevole alla sopravvivenza di questa specie. Gli animali sono stati individuati e recuperati nelle scorse settimane e trasferiti al Centro di recupero fauna selvatica di Latina, dove attualmente si trovano insieme ad altri cinquanta esemplari della stessa specie. Un numero significativo, che conferma come il fenomeno sia tutt’altro che isolato e riguardi in maniera diffusa il territorio laziale. Alla base della proliferazione c’è un problema ben noto: l’importazione di animali esotici acquistati spesso per motivi ornamentali o di intrattenimento e poi abbandonati in natura. In alcuni casi, come questo, gli esemplari riescono ad adattarsi, riprodursi e finire per alterare gli equilibri dell’ecosistema locale. Le tartarughe azzannatrici, infatti, non sono animali innocui. Si tratta di una specie aggressiva e potenzialmente pericolosa per l’uomo: attaccano con rapidità e la loro forza mandibolare è tale da poter provocare gravi lesioni, fino ad amputare dita. Per questo motivo, il Raggruppamento Carabinieri per la tutela della biodiversità ha lanciato un chiaro avvertimento: in caso di avvistamento, è fondamentale non avvicinarsi né tentare di maneggiarle a mani nude, ma segnalare immediatamente la presenza alle autorità competenti. Riconoscerle è relativamente semplice: si distinguono per la coda lunga e seghettata, simile a quella di un coccodrillo, per la testa massiccia e per dimensioni generalmente superiori rispetto alle comuni testuggini presenti sul territorio. Il caso di Torre Flavia riaccende così i riflettori su un fenomeno che unisce rischio ambientale  e sicurezza pubblica, e che richiede maggiore consapevolezza e responsabilità da parte dei cittadini.

Articoli correlati

 
 

Ultimi articoli