martedì, Maggio 5, 2026

Trump: “Guerra lunga? In Vietnam siamo stati 19 anni”. Hormuz, droni iraniani su Emirati e Oman

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto una battuta sulle polemiche legate alla durata del conflitto con l’Iran, cominciato piu’ di nove settimane fa, il 28 febbraio. “Siamo in una guerra ora, da quando? Sei settimane? E ci dicono: ‘Perché dura così tanto?’. Siamo stati in Vietnam diciannove anni”, ha ricordato durante un incontro alla Casa Bianca con le piccole imprese. “Se ci fosse la persona sbagliata al mio posto, avremmo la Terza Guerra Mondiale”. “L’operazione militare, o chiamatela come vi pare, in Iran sta andando molto bene”. Donald Trump ha avvertito che se l’Iran non arriverà a un’intesa, la guerra riprenderà. “Gli iraniani sono molto più malleabili che in passato, dimostrano flessibilità vista la pressione americana”, ha detto il presidente americano a Fox News.  “O fanno un accordo in buona fede o le operazioni militari riprenderanno”, ha ammonito a quanto riferisce la stessa emittente. L’esercito iraniano ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili della morte di cinque civili in un attacco a due navi mercantili al largo delle coste dell’Oman. Una fonte militare iraniana, citata dall’agenzia di stampa statale Tasnim, ha spiegato che “a seguito della falsa affermazione dell’esercito statunitense” sulla distruzione di motoscafi iraniani, sono state condotte indagini con fonti locali e si e’ concluso che nessuna nave da guerra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e’ stata colpita. La stessa fonte ha affermato che due piccole navi mercantili con a bordo civili, in navigazione da Khasab, sulla costa dell’Oman, verso la costa iraniana, sono state attaccate dagli Stati Uniti, provocando cinque morti, che secondo l’agenzia di stampa sarebbero civili e non militari. “Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie allo sforzo cortese del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbe fare gli Emirati Arabi Uniti. Project Freedom è un progetto senza sbocco”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. Una spedizione di petrolio greggio russo è arrivata in Giappone. Si tratta della prima consegna da Mosca al Paese asiatico dal blocco dello Stretto di Hormuz in seguito all’inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media locali. Il Giappone dipende dal Medio Oriente per circa il 95% delle sue importazioni di petrolio e si sta impegnando per diversificare le proprie fonti di approvvigionamento energetico. Una petroliera proveniente dal progetto petrolifero Sakhalin-2 e’ arrivata lunedi’ al largo della costa di Imabari (Giappone sud-occidentale), secondo quanto riportato da diversi media giapponesi, tra cui TV Tokyo e l’Asahi Shimbun. Il Giappone ha investito in questo progetto, che non e’ soggetto alle sanzioni economiche internazionali contro la Russia.

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