Sette persone sono finite in manette questa mattina con l’accusa di aver messo in piedi un’impresa del crimine specializzata in assalti a mano armata tra gioiellerie e uffici postali di Roma.
L’indagine che ha incastrato il gruppo è nata da una rapina messa a segno nella primavera del 2024 nel quartiere Parioli, dove due finti clienti erano riusciti a portare via 70 orologi di lusso per un valore di circa 900 mila euro dopo aver minacciato i dipendenti con pistole munite di silenziatore. Grazie all’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza, gli investigatori sono riusciti a risalire al nome del primo sospettato, un 62enne romano già conosciuto per reati simili. Non si tratta, infatti, di ladri improvvisati ma di un gruppo ben organizzato e strutturato che fa capo a due uomini di origini siciliane, responsabili di pianificare ogni mossa e gestire la logistica. Secondo quanto emerso dalle indagini, la banda si muoveva con precisione quasi militare: utilizzavano auto rubate a cui sostituivano le targhe con altre clonate da veicoli puliti per superare i controlli stradali senza sospetti. Per proteggersi durante le rapine, usavano persino dei furgoni d’appoggio attrezzati con dei disturbatori di frequenze, i cosiddetti jammer, capaci di mandare in tilt i sistemi radio e Gps delle forze dell’ordine in modo da rendere più difficile la loro localizzazione.
Agli arrestati, oltre al colpo dei Parioli, vengono attribuite altre tre rapine avvenute tra il 2023 e il 2025. L’ultima di queste fallita proprio grazie all’intervento tempestivo della polizia che li ha intercettati in via Borromeo prima che potessero entrare in azione e concludere il colpo. Il cerchio si è chiuso dopo che uno dei componenti è stato trovato in Versilia con una pistola clandestina e un’auto rubata, elementi che hanno confermato la solidità delle accuse. Stamattina, su disposizione del tribunale di Roma, cinque persone sono state trasferite in carcere e due sono finite ai domiciliari, anche se per tutti resta valido il principio di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Sgominata la banda delle rapine di lusso: usavano jammer per eludere la polizia







