Ha provocato la morte di un pensionato di 82 anni dopo un banale litigio per un parcheggio a Gaeta: per questo, i giudici della Corte d’assise di Cassino hanno condannato in primo grado a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale un 47enne originario dell’hinterland napoletano, già ai domiciliari nella sua abitazione. L’11 agosto dell’anno scorso, nel tardo pomeriggio, l’uomo aggredì, per questioni di parcheggio, l’82enne Franco Perlino, ex portalettere residente a Roma, in villeggiatura con la moglie, originaria di Gaeta, nella città del Golfo. In base alle ricostruzioni della Polizia, che vengono da testimonianze e dalla visione delle telecamere di video sorveglianza nel parcheggio dell’ex Avir, l’aggressore, anche lui in vacanza a Gaeta, è sceso dall’auto sulla quale si trovavano la moglie e i figli e ha poi colpito con un pugno, infrangendolo, un finestrino dell’utilitaria del pensionato. L’ex portalettere, sceso dall’auto, iniziò un’accesa discussione con il 47enne campano, che, ad un certo punto, spintonò l’82enne, il quale cadde a terra battendo violentemente la testa sull’asfalto, procurandosi un trauma cranico, che si rivelò poi fatale. Tre giorni dopo, infatti, morì presso l’ospedale “Dono Svizzero” di Formia. In seguito al decesso del pensionato erano state avviate le indagini del commissariato di Gaeta, sotto il coordinamento della Procura di Cassino, e l’automobilista campano era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in quanto gravemente indiziato del reato di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi.







