Si accende il confronto politico e istituzionale attorno alla gestione dei Piani Integrati e delle relative concessioni edilizie nel Comune di Ladispoli, dopo una nuova iniziativa del gruppo di cittadinanza attiva “I Tre Amici al Bar”, che ha formalizzato una serie di segnalazioni inviate via PEC (prot. n. 28083/2026) a Consiglio comunale, Regione Lazio, Corte dei Conti e Procura della Repubblica di Civitavecchia. Al centro della vicenda ci sono alcune presunte criticità legate alla corretta acquisizione delle aree destinate a uso pubblico nell’ambito delle procedure urbanistiche, tema che secondo i segnalanti avrebbe ricadute potenzialmente rilevanti sul piano amministrativo e contabile. La discussione si è intensificata a seguito delle dichiarazioni rese dal sindaco Alessandro Grando nel Consiglio comunale del 16 aprile, durante le quali sarebbe emersa la possibilità che alcuni terreni previsti come standard urbanistici non siano stati effettivamente acquisiti al patrimonio comunale dalle precedenti amministrazioni, pur in presenza di interventi edilizi e piani approvati. Una circostanza che, secondo il gruppo promotore della segnalazione, potrebbe configurare ipotesi di danno erariale legato alla mancata formalizzazione delle cessioni previste dalle convenzioni urbanistiche. Nella documentazione trasmessa alle istituzioni vengono inoltre sollevate perplessità sulla prassi amministrativa adottata nel tempo, con particolare riferimento alla coerenza tra concessioni edilizie rilasciate e acquisizione delle aree dovute al Comune, elemento considerato centrale nella pianificazione urbanistica e nella dotazione di servizi pubblici. “I Tre Amici al Bar” denunciano inoltre la mancanza di un dibattito approfondito in aula consiliare sull’argomento, evidenziando come le questioni sollevate siano state trasmesse a tutti i consiglieri senza un successivo confronto pubblico strutturato. Nel richiamare il ruolo e le responsabilità dei pubblici amministratori, il gruppo cita anche gli obblighi di segnalazione previsti dall’ordinamento in presenza di possibili notizie di reato, sollecitando maggiore trasparenza istituzionale. In parallelo, viene avanzata una proposta operativa rivolta agli uffici comunali: la richiesta di un parere giuridico dell’Ufficio Legale e del Segretario Generale dell’ente, ritenuto necessario per chiarire il perimetro delle eventuali criticità e fornire una lettura tecnica univoca della vicenda. La questione resta ora aperta, mentre si attende un eventuale riscontro da parte dell’amministrazione comunale e degli organi competenti chiamati in causa nella segnalazione.
Ladispoli, Piani Integrati nel mirino: segnalazioni, accuse e richieste di chiarimento alla macchina amministrativa







