venerdì, Luglio 17, 2026

CISL FP, in cinquecento all’assemblea: “Nessuna firma al ribasso sul nuovo CCNL”

La vertenza delle Casse previdenziali entra in una fase decisiva. Nei giorni scorsi oltre cinquecento lavoratrici e lavoratori hanno affollato la sede nazionale della CISL FP a Roma per un’assemblea cittadina che, per partecipazione e toni, ha segnato un punto di svolta nella trattativa per il rinnovo del contratto 2025–2027. Il messaggio emerso dalla sala è stato netto: il nuovo CCNL non potrà essere un rinnovo ordinario, né tantomeno un accordo al ribasso. Promossa dal Coordinamento delle Casse e aperta a tutte le sigle rappresentative del comparto Adepp, l’assemblea ha ribadito una posizione già espressa ai tavoli negoziali. Il contratto, è stato sottolineato, dovrà diventare uno strumento di governo del lavoro, capace di affrontare i nodi strutturali del settore: welfare, conciliazione vitalavoro, formazione continua, valorizzazione delle competenze. Una richiesta che nasce da un dato considerato emblematico: negli ultimi dieci anni il patrimonio degli enti previdenziali è quasi raddoppiato, anche grazie al contributo diretto del personale, mentre per gli stessi lavoratori non è arrivato un adeguato riconoscimento economico e professionale. Gli interventi hanno insistito sulla necessità di un impianto contrattuale moderno, con aumenti significativi e tutele più avanzate. Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della fragilità sociale e lavorativa: sostegno alla genitorialità, non autosufficienza, sanità integrativa, previdenza complementare. Elementi che, secondo la categoria, devono diventare parte strutturale del nuovo CCNL. Nel suo intervento, Andrea Ladogana ha richiamato il valore politico della giornata: la partecipazione straordinaria, ha affermato, dimostra che le lavoratrici e i lavoratori delle Casse hanno piena consapevolezza della fase che si sta attraversando. “Non stiamo discutendo solo di aumenti – ha osservato – ma del modello di lavoro e di società che vogliamo costruire nei prossimi anni. La CISL FP non accetterà compromessi che non restituiscano dignità salariale e prospettiva al comparto.” Sulla stessa linea il coordinatore nazionale Roberto Pinci, che ha legato la questione salariale al tema fiscale e alla tenuta democratica del Paese. “Non è più accettabile – ha detto – che il lavoro dipendente continui a sostenere il sistema fiscale perdendo al tempo stesso salario reale. I dipendenti delle Casse svolgono una funzione essenziale per il sistema previdenziale italiano e meritano un contratto che riconosca questo valore.” Pinci ha definito il rinnovo del CCNL uno snodo decisivo, invitando a costruire un contratto capace di guardare avanti e di rafforzare coesione ed equità. Marco Di Caro, della Fondazione Enpam, ha richiamato la necessità di un welfare unico per i dipendenti e di un Centro Studi in grado di fornire dati tempestivi e solidi per la definizione dei contratti. Ha inoltre ribadito l’urgenza di un pieno riconoscimento delle aree professionali, tema rimasto irrisolto da quasi trent’anni. L’assemblea si è chiusa con una posizione condivisa: nessuna trattativa potrà proseguire al ribasso. La CISL FP ha chiarito che non sosterrà accordi deboli né compromessi che penalizzino la categoria. La mobilitazione, assicurano i sindacati, continuerà finché non arriverà un contratto all’altezza del ruolo svolto dai lavoratori delle Casse.

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