mercoledì, Maggio 13, 2026

La premier Giorgia Meloni risponde al Senato: “Entro l’estate ok alla legge delega sulla ripresa del nucleare in Italia”

“Entro l’estate sarà approvata la legge delega, i decreti attuativi” per la ripresa del nucleare in Italia. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel premier time al Senato.  “A oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata” nelle prossime settimane, “al 31 marzo la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, il 76% a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari direi che abbiamo fatto un buon  lavoro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia viva Matteo Renzi sul Pnrr. Oltre al Piano casa tra le misure per l’ultima parte della legislatura “le cito l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno almeno per la parte di semplificazione a tutto il territorio nazionale, ha dimostrato di essere una misura che funziona. Terzo vogliamo rafforzare i meccanismi che abbiamo già introdotto per accrescere gli investimenti dei fondi pensioni nell’economia reale italiana perché qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi raccolti dagli italiani dei quali 40 miliardi solamente sono investiti in Italia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Premier Time in Senato, rispondendo a un’interrogazione del leader di Italia viva Matteo Renzi sulle prospettive di politica economica per l’ultimo periodo della legislatura. “Condividiamo l’obiettivo che restare in Italia sia una scelta competitiva e non un atto di coraggio”. Dice Meloni su iniziative per contrastare l’emigrazione giovanile. “Lei – ha risposto al senatore Peppe De Cristofaro – ha ragione quando dice che l’emigrazione è diventata un fenomeno strutturale, è una quesitone seria che nessuno sottovaluta e nessun governo negli ultimi decenni è riuscito a invertire. C’è stato un picco nel 2024, anno in cui sono entrate in vigore le sanzioni per chi lavora all’estero e non si iscrive all’Aire” ma “la questione è reale e va affrontata con serietà, anche prendendo in considerazione che dentro questi numeri ci sono fenomeni diversi”. C’è, ha sottolineato la premier, “una mobilità internazionale fisiologica positiva, giovani che decidono di fare un pezzo della loro formazione all’estero e riportare in Italia quelle competenze. La considero una dinamica assolutamente positiva non una sconfitta per la nazione, che sbaglieremmo a non incoraggiare”. Ma ci sono anche “altri che non tornano perché trovano salari migliori” e “maggiore valorizzazione del merito, forse dovremmo interrogarci anche su questo”. Meloni risponde al senatore Avs: “Ha ragione che la migrazione dei giovani è diventato strutturale, ma nessun governo è stato in grado di invertire. È una questione reale che va affrontata con serietà”. Ma “Sotto questo governo i precari sono diminuiti di 550mila unità rispetto ai governi precedenti, e gli occupati stabili sono aumentati di 1,2 milioni in tre anni e mezzo. Perché abbiamo nei nostri provvedimenti disincentivato la precarietà, e abbiamo lavorato particolarmente sul Mezzogiorno, che sappiamo essere il territorio che paga di più quest’emigrazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio  rispondendo a un’interrogazione di Avs su iniziative per contrastare l’emigrazione giovanile.

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