giovedì, Maggio 14, 2026

Cerveteri, Don Coluccia scuote gli studenti: “La droga è una catena, la legalità va difesa ogni giorno”

Una giornata intensa, carica di emozioni e riflessioni profonde, quella vissuta oggi a Cerveteri con la visita di Don Antonio Coluccia, il sacerdote simbolo della lotta alla criminalità e al degrado sociale, protagonista di un incontro che ha lasciato il segno tra studenti, cittadini e istituzioni. All’Istituto Mattei il suo intervento ha avuto il peso delle parole che non cercano applausi, ma coscienze da risvegliare. Don Coluccia ha parlato guardando negli occhi i ragazzi, senza filtri e senza mezzi termini: «La droga non è uno sballo, è una catena. La criminalità non è un destino, ma la scelta di chi si arrende». Un messaggio forte, diretto, pronunciato da chi ogni giorno vive sotto scorta per il proprio impegno contro lo spaccio e le organizzazioni criminali. Il sacerdote ha raccontato la sua esperienza personale, la vita fatta di rinunce e coraggio, ma anche il valore della sua “palestra della legalità”, luogo simbolo dove educazione, sport e impegno civile diventano strumenti per strappare i giovani alle periferie del disagio. Ha parlato del dolore di vedere i sogni spegnersi nelle piazze di spaccio e della necessità di reagire, di non voltarsi dall’altra parte. Un incontro definito da molti di una densità rara, capace di lasciare silenzi e pensieri più delle parole stesse. Il messaggio lanciato all’interno della scuola è poi uscito tra le strade della città. Don Coluccia ha attraversato il centro storico, ha fatto tappa nella chiesa di Santa Maria Maggiore e ha incontrato gli anziani del Centro Anziani, in un percorso simbolico che ha restituito centralità ai luoghi della comunità. Durante la giornata sono emerse anche le fragilità del territorio, le ferite e le difficoltà vissute da tante famiglie, ma anche la forza di chi sceglie di non rimanere in silenzio, come i giovani dell’Associazione Damiano Casali, impegnati nel promuovere cultura della legalità e partecipazione attiva. Al termine della visita Don Antonio ha lasciato alla città una promessa e, soprattutto, un compito: non arretrare mai. Ha chiesto ai cittadini di diventare “onesti che fanno rumore”, persone capaci di riempire piazze, scuole e spazi pubblici con presenza, impegno e senso civico. Un invito a vivere Cerveteri da protagonisti, difendendone ogni giorno la bellezza, senza paura e a testa alta.

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