Il presidente cinese Xi Jinping, nell’accogliere il presidente Usa Donald Trump per un tè nel complesso dei leader del Partito comunista cinese di Zhongnanhai a Pechino, gli ha presentato la storia e il ruolo politico del luogo. Xi ha illustrato a Trump “le politiche di Zhongnanhai e il lavoro del Comitato centrale del Partito e del Consiglio di stato”. Xi è noto per la sua passione per il tè e in passato ha ospitato cerimonie elaborate per diversi leader stranieri in visita in Cina.Per la diplomazia cinese, il tè richiama una tradizione millenaria e rappresenta cultura, rispetto, sincerità e accoglienza. La Cina rivendica migliaia di anni di coltivazione del tè e centinaia di varietà. Le aperture di Trump nei confronti di Xi Jinping, che ha descritto come un “grande leader” e un “amico”, sono state finora accolte con toni più moderati dal leader cinese. Ma il leader statunitense ha affermato che dalla visita è scaturito “molto di buono”. “Abbiamo concluso alcuni accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i Paesi”, ha detto, mentre Xi lo accompagnava attraverso i giardini di Zhongnanhai. Il presidente cinese Xi Jinping ha promesso al presidente Usa Donald Trump di inviargli semi di rose cinesi, dopo che il leader americano ha mostrato interesse per i giardini di Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino. “Mi piace molto. E’ fantastico”, ha detto Trump in riferimento ai fiori nel giardino del complesso. Xi ha illustrato al suo ospite americano la storia del complesso, spiegando che Zhongnanhai faceva parte dei giardini imperiali. Cina e Stati uniti vogliono la fine della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz aperto e un’Iran senza armi nucleari. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump rivolgendosi al presidente cinese Xi Jinping durante l’incontro a Zhongnanhai, a Pechino.”Credo che abbiamo discusso dell’Iran. La pensiamo in modo molto simile, giusto? Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare. Vogliamo lo stretto aperto”, ha detto Trump. – Il presidente americano ha fatto riferimento allo Stretto di Hormuz, divenuto uno dei punti centrali della crisi. “Lo stiamo chiudendo ora, loro lo hanno chiuso, poi noi lo chiudiamo… ma vogliamo lo stretto aperto”, ha affermato. Trump ha aggiunto che sia Pechino sia Washington vogliono vedere la fine della guerra in Iran e impedire che Teheran si doti di un’arma nucleare.
La Cina ha ribadito che sulla crisi iraniana il dialogo e il negoziato sono “la strada giusta”, mentre le soluzioni militari “non portano da nessuna parte”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Pechino in una nota nel secondo giorno di colloqui a Pechino tra il presidente Xi Jinping e il presidente Usa Donald Trump.”Ora che la porta del dialogo si è aperta, non dovrebbe essere chiusa di nuovo”, si legge nella dichiarazione. La diplomazia di Pechino ha sottolineato che “lo slancio verso la de-escalation deve essere mantenuto” e che le soluzioni alle preoccupazioni di tutte le parti, incluso il dossier nucleare iraniano, devono essere raggiunte attraverso “dialogo e consultazione”.Il ministero ha inoltre rinnovato l’appello a una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, per salvaguardare la stabilità e la fluidità delle catene di approvvigionamento globali.
Il Giappone valuta la cessione del sistema missilistico superficie-nave Type 88 alle Filippine, nel quadro del rafforzamento dei legami di sicurezza bilaterali in risposta all’espansionismo della Cina nei mari della regione. La mossa segue la revisione, adottata da Tokyo in aprile, dei principi sul trasferimento di equipaggiamenti difensivi, che ha allentato le restrizioni sulle esportazioni di armamenti letali. Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha precisato che “al momento non è stato deciso nulla”, pur confermando che il dossier è sul tavolo. L’interesse operativo del sistema Type 88è stato di recente ribadito nel corso della maxi-esercitazione Balikatan, condotta il 6 maggio nelle Filippine con la partecipazione delle forze di autodifesa giapponesi e delle forze armate statunitensi e filippine. Sul fronte diplomatico, segnalano i media nipponici, il governo della premier SanaeTakaichi segue con crescente preoccupazione il vertice Trump-Xiin corso a Pechino, nel timore che Washington possa offrire concessioni su Taiwan in cambio di vantaggi commerciali. A sintetizzare il clima di vigile incertezza che accompagna a Tokyo l’esito dei colloqui sino-americani, riferisce l’agenzia Kyodo, Takaichi – le cui dichiarazioni su un eventuale conflitto attorno all’isola avevano già deteriorato le relazioni con Pechino, starebbe esplorando una telefonata con Trump a conclusione del vertice.







