venerdì, Maggio 15, 2026

Teheran rivendica il controllo di Hormuz. Riparte la Flotilla, 50 barche in rotta su Gaza

“Stiamo navigando! Quando la scorsa settimana hanno intercettato le nostre imbarcazioni e ci hanno brutalizzato, fisicamente e sessualmente, l’esercito israeliano ha dimostrato fino a che punto è disposto ad arrivare per bloccare gli aiuti umanitari a Gaza”. Lo scrive la Global Sumud Flotilla sul suo profilo X. “Non sappiamo cosa faranno ora – aggiunge – Navighiamo perché il rischio di non navigare, di normalizzare il genocidio, è troppo grande. Essere testimoni è protezione. Abbiamo bisogno che tutti gli occhi siano puntati sulla Flotilla ora e nei prossimi giorni, mentre navighiamo verso Gaza”.  Gli attacchi israeliani contro il Libano hanno ucciso almeno 200 bambini e ne hanno feriti 806 dal 2 marzo, “l’equivalente di quasi 14 bambini uccisi o feriti ogni giorno”. Lo ha denunciato l’Unicef in un comunicato.
Dal cessate il fuoco concordato il 17 aprile scorso, “almeno 23 bambini sono stati uccisi e 93 feriti”, ha precisato il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, citando il ministero della Salute libanese. “Oltre all’impatto immediato dei bombardamenti e degli attacchi aerei, circa 770mila bambini subiscono un crescente disagio dovuto all’esposizione ripetuta alla violenza, alle perdite e agli sfollamenti forzati”, ha denunciato l’agenzia dell’Onu, che segnala inoltre “sintomi legati allo stress traumatico e al lutto, tra cui paura e ansia estreme, incubi, disturbi del sonno e un senso di disperazione”.Senza un sostegno per la salute mentale e un accompagnamento psicosociale in ambienti sicuri e protetti, questi bambini rischiano fortemente di sviluppare disturbi mentali cronici o permanenti per tutta la vita”, ha avvertito l’Unicef. “In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità operativa del regime” iraniano. L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha riferito che le forze Usa hanno eliminato “oltre il 90% di quello che era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8.000 ordigni, attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati”. In sintesi, ha aggiunto Cooper in un’audizione al Congresso, “la Marina iraniana non può più rivendicare lo status di potenza marittima e non è in grado di proiettare la sua forza nel Golfo di Oman o nell’Oceano Indiano”.  L’Iran, ha proseguito Cooper, “conserva una capacità di disturbo, fatta di azioni di molestia, attacchi con droni e razzi di fascia bassa, nonché un residuo sostegno a forze per procura, ma non possiede più i mezzi per minacciare operazioni regionali su vasta scala o per ostacolare la libertà d’azione degli Stati Uniti nei domini aereo e marittimo”.
Ad oggi, inoltre, le forze del Centcom, il comando militare Usa che copre il Medio Oriente, hanno respinto 70 navi commerciali e bloccato 4 unità, nell’ambito delle operazioni di blocco lungo lo Stretto di Hormuz. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato ricevuto ad Abu Dhabi “con gli onori di un re” quando si è recato in visita durante il conflitto con l’Iran. Lo ha scritto su Facebook l’ex portavoce di Netanyahu dopo che gli Emirati arabi uniti hanno smentito la notizia della visita diffusa dall’ufficio del premier israeliano.
“Come persona che conosce bene gli Emirati arabi uniti e che vi ha vissuto a lungo, e come persona che ha accompagnato il primo ministro in quello storico viaggio, rimasto fino ad oggi top secret, posso affermare che il premier è stato accolto ad Abu Dhabi con gli onori di un re – ha scritto Ziv Agmon, citato dal Times of Israel – Sheikh Mohamed bin Zayed, i suoi familiari e altre personalità ci hanno dato il benvenuto e sono stati felici di vedere il primo ministro di Israele sul loro territorio”.
Secondo l’ex portavoce, Bin Zayed ha “accompagnato personalmente il primo ministro dall’aereo al palazzo con la sua auto privata”.”Le cose che il premier ha concluso durante questa straordinaria visita saranno oggetto di discussione per generazioni. Un grande successo!”, ha concluso Agmon. Hezbollah ha colpito con un drone un assembramento di soldati israeliani a Rosh Hanikra, nel nord di Israele, in prossimità del confine con il Libano. L’annuncio del movimento filo-iraniano giunge mentre i rappresentanti di Israele e Libano hanno ripreso giovedì a Washington i colloqui per il rinnovo del cessate il fuoco, a pochi giorni dalla scadenza della tregua. Secondo l’esercito israeliano e il Galilee Medical Center, l’impatto del drone nel parcheggio del sito ha causato il ferimento di quattro persone, una in condizioni critiche. Sul fronte opposto, l’agenzia ufficiale libanese ANI ha riportato attacchi aerei israeliani nel sud e nell’est del Paese. Nelle ultime 24 ore, le forze di Tel Aviv hanno dichiarato di aver colpito oltre 65 siti di Hezbollah. Nonostante la tregua in vigore dal 17 aprile, il bilancio delle vittime in Libano ha superato quota 400, mentre l’esercito israeliano ha registrato la perdita di 18 soldati e di un appaltatore dall’inizio delle ostilità. Secondo quanto riferito da alcuni diplomatici al Financial Times, l’Arabia Saudita ha discusso l’idea di un patto di non aggressione tra gli Stati del Medio Oriente e l’Iran nell’ambito dei colloqui con gli alleati su come gestire le tensioni regionali una volta terminata la guerra tra Stati Uniti, Israele e la Repubblica islamica. Riad sta valutando come potenziale modello il Processo di Helsinki degli anni ’70, che allentò le tensioni in Europa durante la guerra fredda.

 

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha dichiarato che la stella del Barcellona Lamine Yamal ha reso la Spagna “orgogliosa” per aver sventolato una bandiera palestinese durante una parata della vittoria che ha scatenato accuse israeliane di “incitamento all’odio”.
“Coloro che pensano che sventolare la bandiera di uno Stato sia ‘incitamento all’odio’, o hanno perso la testa o sono stati accecati dalla propria vergogna. Lamine ha appena espresso la solidarieta’ che milioni di spagnoli provano nei confronti della Palestina. Ancora un altro motivo per essere orgogliosi di lui”, ha scritto Sanchez su X.  I delegati dell’ottavo congresso generale di Fatah hanno rieletto all’unanimità il leader palestinese, Mahmoud Abbas, alla guida del movimento. Lo ha riferito l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo la quale i delegati hanno ribadito “piena fiducia” nella sua leadership in una fase definita “cruciale” della storia palestinese. Il congresso si è svolto nella città di Ramallah, in Cisgiordania, con sessioni parallele organizzate anche nella Striscia di Gaza, in Egitto e in Giordania.

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