“Ho dato istruzioni di convocare immediatamente una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e di avvalersi di altre piattaforme internazionali per reagire alle uccisioni di civili ucraini e agli attacchi contro il personale umanitario perpetrati dalla Russia. A Kiev, l’ultimo attacco terroristico della Russia ha causato la morte di almeno 8 persone, tra cui una ragazzina di 12 anni, e il ferimento di altre decine. Purtroppo, il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire, poiché due dozzine di persone sono ancora considerate disperse. Dalle 18:00 di ieri alle 8:00 di oggi, la Russia ha lanciato 675 droni e 56 missili, compresi quelli balistici, danneggiando 11 edifici residenziali a Kiev e oltre 50 in tutta l’Ucraina. Una tale portata del terrore russo richiede una forte risposta internazionale e chiedo a tutti gli Stati di reagire. Ho dato istruzioni a tutte le nostre ambasciate di abbassare le bandiere domani e di aprire i libri delle condoglianze. Inoltre, domani mattina inviteremo il corpo diplomatico straniero — tutti gli ambasciatori stranieri a Kiev — a visitare uno dei luoghi in cui l’attacco russo ha ridotto in macerie un’intera ala di un edificio residenziale a più piani. Il mondo deve rendersi conto che la risposta della Russia a tutte le nostre proposte di pace costruttive è solo più terrore e violenza, e agire di conseguenza”. Così sui social media il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Andrii Syibha. Cresce ancora il bilancio delle vittime dei massicci bombardamenti russi che hanno colpito Kiev ieri notte: sono 24, tra cui tre bambini. Lo hanno annunciato i servizi di soccorso. Continuano intanto le operazioni di rimozione delle macerie da un edificio crollato. Kiev osserverà oggi una giornata di lutto nazionale, ha annunciato il sindaco Vitali Klitschko. Il servizio statale di emergenza ucraino ha comunicato tramite Telegram che le operazioni di soccorso nel distretto di Darnytskyi proseguono senza sosta. “I soccorritori continuano a rimuovere le macerie e a cercare persone nell’edificio”, si legge nella nota ufficiale, sottolineando la gravità dell’attacco che ha interessato le aree residenziali della città. Un attacco ucraino ha provocato tre morti e dodici feriti nella città russa di Ryazan, a sud-est di Mosca, ha annunciato il governatore locale, Pavel Malkov. “Con nostro grande rammarico, tre persone sono morte e dodici sono rimaste ferite, tra cui dei bambini”, ha annunciato la fonte su Telegram, specificando che due edifici residenziali sono stati colpiti. Le forze armate ucraine hanno attaccato la regione di Belgorod, uccidendo un uomo e ferendone altre tre. Lo ha affermato il quartier generale operativo della regione in una dichiarazione. “Una persona è morta e tre sono rimaste ferite durante un attacco delle forze armate ucraine. Nel villaggio di Golovchino, nel distretto di Graivoron, un drone ha colpito il terreno di una casa. L’uomo e’ morto sul posto per le ferite riportate”, si legge nella nota. La Russia ha attaccato due volte un veicolo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari con dei droni durante una missione nella città di Kherson, nel sud dell’Ucraina, ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky. “I russi non potevano non sapere quale veicolo stessero prendendo di mira”, ha scritto sui social media. Ha aggiunto che all’interno si trovavano il capo dell’ufficio e altri otto membri del personale, ma nessuno è rimasto ferito negli attacchi e il personale della missione è stato evacuato. Non ci sono stati commenti immediati da parte della Russia. Al momento solo gli Stati Uniti fungono da mediatori nella risoluzione del conflitto ucraino; l’Europa non vuole e non può assumere tale ruolo, ha dichiarato il portavoce del presidente della Federazione Russa Dmitry Peskov. “Di fatto, per ora gli unici mediatori sono gli Stati Uniti: si tratta di processi operativi, di un formato operativo. È evidente che gli europei non vogliono e non possono diventare mediatori”, ha detto Peskov rispondendo all’agenzia russa Interfax che chiedeva un commento a quanto affermato nelle ore precedenti dal segretario di stato americano Marco Rubio a Fox News. “Siamo pronti ad assumere il ruolo di mediatori”, aveva detto Rubio, “credo che siamo l’unico paese al mondo capace di farlo. Se qualcun altro vuole provarci, lo faccia. Ma entrambe le parti insistono sul fatto che, alla fine, siamo gli unici a poterlo fare” Peskov ha sottolineato che gli europei “attualmente partecipano di fatto alla guerra dalla parte del regime di Kiev e sono piuttosto sostenitori dell’idea di sferrare un colpo devastante, di sconfiggere” la Russia. “Naturalmente, con un simile approccio è difficile pretendere di fungere da mediatori”, ha affermato Peskov.







