lunedì, Maggio 18, 2026

Terrore a Modena. El Koudri non risponde ai pm. “È in stato di confusione totale”

Salim El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere, nell’interrogatorio di ieri sera davanti al procuratore di Modena Luca Masini e al pm di turno. Il 31enne, originario della provincia di Bergamo e residente a Ravarino, è difeso d’ufficio dall’avvocato Francesco Cottafava. Contattato, il legale ha riferito di non aver ancora potuto visionare alcun atto. Il suo assistito è stato sottoposto a fermo per strage e lesioni aggravate. A inizio settimana il provvedimento sarà sottoposto a convalida. Degli otto feriti dall’investimento e accoltellamento di ieri pomeriggio a Modena, cinque persone sono tutt’ora ricoverate fra Modena e Bologna mentre tre sono state già dimesse.  All’ospedale di Bologna si trova ricoverata una coppia di coniugi italiani, entrambi di 55 anni, in Rianimazione. Le loro condizioni sono stabili ma molto serie. La donna ha diversi traumi e lotta tra la vita e la morte. Il marito non è più in immediato pericolo di vita.  All’ospedale civile di Baggiovara (Modena) si trovano ricoverate tre persone. Si tratta di una donna di 69 anni, tedesca, operata nelle scorse ore, grave ma stabile. È la donna colpita per ultima dall’auto guidata da El Koudri, alla qualesono state tranciate entrambe le gambe nell’impatto. Ricoverata anche una donna di 53 anni, polacca, sottoposta a diversi interventi chirurgici, le cui condizioni sono gravi. Per entrambe la prognosi resta riservata: le donne sono sedate e non è possibile comunicare con loro. Il terzo ricoverato a Baggiovara è un uomo italiano di 59anni, con un trauma facciale: ha trascorso la notte in osservazione in Medicina d’Urgenza, per lui la prognosi è di 30giorni. Sono stati invece già tutti dimessi dal Pronto Soccorso del Policlinico di Modena tre feriti, tutti italiani a quanto si apprende: una ragazza di 22 anni con trauma cranico (10 giorni di prognosi), un 30enne con attacco di panico (due giorni di prognosi) e un 47enne con ferita da taglio (7 giorni di prognosi). Quest’ultimo è Luca Signorelli, l’uomo che per primo ha bloccato Salim El Koudri, rimanendo ferito nella colluttazione. “Eravamo e siamo ancora un po’ preoccupati per la giusta collocazione del fatto” sapendo che se si fosse trattato di terrorismo “avremmo preso consapevolezza che per la prima volta ci era sfuggito qualcosa nel sistema di prevenzione”. L’ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi all’uscita dalla prefettura di Modena, dove ha preso parte a un vertice sulla sicurezza. “Al momento, ma poi saranno ulteriori accertamenti a dirlo – ha aggiunto – sembra di fatto che sia collocabile soprattutto in una situazione di disagio psichiatrico. Questo non cambia la tragicità dei fatti, anzi per certi versi ci preoccupa, ma registrare che non c’entra nulla (con il terrorismo, ndr) e che ci e’ sfuggito nulla dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo, ci conforta”. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la sua visita a Modena era “doverosa, anche per testimoniare una vicinanza del governo e dello Stato a una città che seppur in una situazione cosi’ tragica ha dimostrato anche una capacitàdi reagire”. Il ministro ha poi precisato, a margine di un vertice organizzato in Prefettura, che “un intervento corale delle istituzioni hanno sicuramente contribuito a limitare i danni, seppur nella situazione molto complicata”. “Oltre a ringraziare ancora una volta Luca Signorelli, sottolineo che tra quelli che hanno immobilizzato” Salim El Koudri “c’erano cittadini stranieri, quindi non bisogna mai generalizzare come si fa in queste ore, vedo tanti avvoltoi”. Così il sindaco di Modena Massimo Mezzetti all’ospedale di Baggiovara, dove sono ricoverati alcuni dei feriti falciati ieri dal 31enne.”Dobbiamo guardarci da due pericoli in questo momento – ha affermato – il pericolo di questi attentatori o comunque questi pazzi che scatenano questi drammi, ma anche da quegli avvoltoi che invece di unire la comunità alimentano gli incendi, gli odi e i rancori per lucrare politicamente”. Ad aver fermato il 31enne sono stati anche “due cittadini egiziani, un altro modenese e poi i pakistani che hanno i negozi là”. “Una comunità che ha saputo reagire con fermezza e coraggio, al di là delle nazionalità”, ha evidenziato.  “Fortunatamente devo dire che le diverse forze politiche comprese anche in particolare quelle d’opposizione della città, Forza Italia, Fratelli d’Italia, hanno avuto un atteggiamento molto equilibrato e molto responsabile e non hanno inseguito, questo terreno, questa deriva di sciacallaggio”, ha concluso. “Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo Paura solo di Dio”. Lo ha detto Osama Shalaby,il muratore egiziano di 56 anni che ieri insieme al figlio20enne Mohammed ha partecipato all’immobilizzazione di Salim El Koudri, il 31emme che a Modena ha investito 7 persone ieri pomeriggio. Padre e figlio hanno raccontato di come hanno disarmato l’uomo e hanno detto di essere contenti di tutti i ringraziamenti ricevuti. “Sono trent’anni che vivo in Italia m a non sono cittadino italiano – ha concluso il 56enne – spero che il mio gesto serva a qualcosa. Il nostro sogno è una casa popolare in cui vivere tutto insieme con la famiglia”

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