Una fotografia definita allarmante quella che emerge dai dati diffusi dal Gay Center in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. In vent’anni di attività la Gay Help Line e la chat di supporto Speakly.org hanno registrato oltre 400mila contatti, con una crescita significativa delle richieste di aiuto negli ultimi anni. Nel 2025, secondo i dati presentati, le persone che hanno chiesto supporto sono state circa 20mila, a conferma di un fenomeno in aumento dopo la fase pandemica. Il quadro complessivo evidenzia una situazione di forte esposizione a violenze e discriminazioni per le persone LGBT+ in Italia. Tra i dati più rilevanti diffusi dal centro di ascolto, spicca quello relativo ai minori, con l’85% che dichiara di aver subito almeno una forma di violenza. Tra gli under 26, inoltre, circa il 40% riferisce episodi di maltrattamento dopo il coming out, spesso in ambito familiare. Secondo l’analisi dei vent’anni di attività, il fenomeno delle discriminazioni era in calo tra il 2006 e il 2019, ma avrebbe registrato una nuova crescita dopo la pandemia, tornando su livelli simili a quelli degli anni iniziali del servizio. Un altro elemento evidenziato riguarda la provenienza delle richieste: dal 2020 a oggi le chiamate dal Sud Italia sarebbero passate dal 20% a oltre il 40%, un dato che secondo gli operatori rifletterebbe anche le difficoltà sociali ed economiche e la mancanza di servizi dedicati in alcune aree del Paese. Cresce inoltre il numero di persone migranti che si rivolgono al servizio, arrivate fino al 35% degli utenti, spesso per richieste di protezione internazionale legate a persecuzioni subite nei Paesi d’origine. Nel complesso, quasi una persona su due tra quelle che contattano il servizio dichiara di aver subito almeno una forma di violenza. Tra le più diffuse figurano i maltrattamenti dopo il coming out, seguiti da episodi di violenza verbale e insulti a sfondo omolesbobitransfobico. Particolarmente rilevante anche il dato relativo alla discriminazione in ambito lavorativo, indicata come una delle categorie più frequenti, insieme a episodi legati all’accesso ai servizi sanitari e al diritto alla prevenzione. Le persone transgender e gender diverse rappresentano oltre il 30% degli utenti del servizio, con una forte esposizione a situazioni di vulnerabilità. Secondo il Gay Center, il linguaggio d’odio resta una componente strutturale delle discriminazioni, con una quota significativa di episodi legati a insulti e offese. I dati vengono presentati come un indicatore della necessità di rafforzare i servizi di ascolto e tutela, in un contesto in cui, secondo gli operatori, le forme di discriminazione risultano nuovamente in crescita rispetto al periodo precedente alla pandemia.







