martedì, Maggio 19, 2026

Caso Garlasco, 72 ore alle nuove consulenze su Sempio: la difesa vuole smontare le accuse

Caso Garlasco, il cerchio dell’inchiesta si stringe. Sono attese a breve – cerchio rosso su venerdì prossimo, 22 maggio, tra 72 ore – le prime consulenze effettuate dalla difesa di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi nell’inchiesta che la Procura di Pavia ha chiuso lo scorso 7 maggio. E si tratta di controanalisi a tutto campo: si va dal ripulire le “poco comprensibili” intercettazioni audio ambientali, alle misure sul piede di Sempio (analisi cosiddetta antropometrica). Ecco tutte “le cartucce” della difesa. Come hanno riferito i legali del 38enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, le relazioni degli accertamenti di parte verranno depositate entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione dell’indagine come prevede il codice. Le relazioni saranno corredate da una memoria dei difensori, i quali, solo dopo aver letto gli esiti degli approfondimenti da loro chiesti per smontare il capo di imputazione, decideranno se, eventualmente, fare istanza di interrogatorio: il loro assistito da sempre si dichiara estraneo. Le consulenze, come ha elencato la scorsa settimana l’avvocato Cataliotti, oltre a quella personologica, sono “una medico-legale, sulle cause e i tempi del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea”. Un’altra punterà a “ripulire i poco comprensibili audio delle intercettazioni” ambientali, e poi ci saranno “una replica alla Bpa”, ovvero l’analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto. E poi, “un supplemento di esame dattiloscopico sull’impronta 33”, trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto in corpo senza vita di Chiara. Per i pm pare sia stata lasciata dalla “mano bagnata” di Sempio mentre si appoggiava al muro, per la difesa non è sua e va incrociata “con l’impronta 45”, riferibile a una piccola macchia di sangue vicina. Sul fronte processo di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, per l’eventuale istanza di revisione sollecitata dai pm pavesi alla Procura Generale di Milano, come è stato ripetuto dalla pg Francesca Nanni, “ci vorrà del tempo” prima si decidere se interpellare La Corte d’Appello di Brescia

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