A Cerveteri lo sport incontra la solidarietà attraverso la nuova sfida annunciata da Daniele Di Stefano, campione laziale di pattinaggio di velocità sul ghiaccio e atleta delle Fiamme Oro, protagonista alle recenti Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Un’impresa estrema, ma questa volta dal significato profondamente personale e solidale: il prossimo 30 maggio il 27enne si cimenterà nell’Everesting, una delle prove ciclistiche più dure e impegnative al mondo, che consiste nel replicare in salita il dislivello dell’Everest in un’unica attività continua. Per Di Stefano non si tratta solo di una sfida sportiva, ma di un percorso carico di emozione e memoria. «Sarà una sfida speciale per me, per la ricerca e per ricordare mia nonna, scomparsa per questa bruttissima malattia che è l’Alzheimer», ha spiegato l’atleta, sottolineando come l’iniziativa nasca da un legame personale con il tema della malattia e della sofferenza delle famiglie coinvolte. Il progetto, infatti, va oltre la dimensione agonistica. Il campione ha deciso di trasformare l’Everesting in un’occasione di raccolta fondi, destinando il ricavato al sostegno di due realtà impegnate sul fronte della ricerca e dell’inclusione sociale. «Questa sfida non è solo personale – ha dichiarato –. Percorrerò ogni singolo metro per raccogliere fondi da devolvere al 100% in beneficenza a due associazioni che mi stanno enormemente a cuore: @airalzh e @aunpassodateaps». L’obiettivo è quello di dare un contributo concreto sia alla ricerca scientifica sull’Alzheimer sia al supporto delle famiglie con bambini nello spettro autistico, trasformando un’impresa sportiva estrema in un messaggio di sensibilizzazione e partecipazione. Un’iniziativa che unisce sport, memoria e impegno sociale, e che conferma ancora una volta come le sfide più dure possano diventare anche le più significative quando vengono messe al servizio degli altri.







