Donald Trump ha ridimensionato le speranze di un imminente accordo con l’Iran per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente, nonostante i segnali di progresso da entrambe le parti. “Ho dato istruzioni ai miei rappresentanti di non affrettare un accordo, perchè il tempo è dalla nostra parte”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sulla sua piattaforma Truth, avvertendo inoltre che il blocco imposto dal suo Paese sui porti iraniani rimarrà in vigore “fino a quando non verrà raggiunto, certificato e firmato un accordo”. Sulla bozza di accordo, riferiscono i media Usa, secondo la Casa Bianca c’è il via libera della guida suprema iraniana Khamenei. Trump aveva precedentemente accennato a un compromesso “ampiamente negoziato” che avrebbe previsto la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato da Teheran dall’inizio della guerra scatenata il 28 febbraio dall’attacco israelo-americano all’Iran. Secondo i media statunitensi, questo accordo consentirebbe alle navi di transitare nuovamente attraverso Hormuz. Fonti iraniane a conoscenza dei negoziati, citate dall’agenzia di stampa Fars, affermano che l’accordo prevede effettivamente la riapertura dello stretto, ma che questo rimarrebbe sotto il controllo iraniano. Secondo la CBS News, che cita fonti vicine alle discussioni, l’ultima proposta include anche lo sblocco di alcuni beni iraniani depositati in banche estere e la prosecuzione dei negoziati per altri 30 giorni. Secondo una “fonte informata” citata dall’agenzia di stampa Tasnim, l’Iran ha sottolineato che non ci sara’ alcun accordo se non verrà sbloccata, nella prima fase, una parte dei suoi beni congelati e non verrà stabilito un meccanismo chiaro per garantire lo sblocco dei fondi rimanenti. La ragione principale per cui non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo è da attribuire ai disaccordi su questo punto. L’agenzia Fars riporta che le sanzioni contro petrolio, gas e altri prodotti petrolchimici verrebbero revocate durante i negoziati, consentendo all’Iran di esportare questi prodotti, cruciali per la sua economia. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che lui e Trump hanno concordato che qualsiasi accordo definitivo con l’Iran debba “eliminare completamente la minaccia nucleare”. Netanyahu ha aggiunto che Trump, durante la loro telefonata, ha ribadito il “diritto” di Israele a difendersi su tutti i fronti, compreso il Libano. Gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero raggiunto un “accordo di principio” che potrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente, ma l’approvazione definitiva da parte dei leader di entrambe le parti potrebbe richiedere giorni. È quanto ribadiscono i media USA, tra cui il New York Times, la CBS e la CNN. Le testate citano “un alto funzionario USA”, anonimo, secondo il quale gli iraniani avrebbero accettato in linea di principio un accordo che includerebbe lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario, e vi è un ampio impegno appunto sui principi. Le modalità con cui Teheran lo farà sono però ancora oggetto di negoziazione, ha affermato il funzionario statunitense. In ogni caso, confermano le fonti, Stati Uniti e Iran stanno lavorando per raggiungere un accordo definitivo. La guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, si trova “in una località segreta, con scarso accesso al mondo esterno e raggiungibile solo tramite una fitta rete di corrieri”. È quanto riferiscono a CNN funzionari statunitensi sulla base di fonti dell’intelligence americana. Secondo queste stesse fonti, i funzionari iraniani autorizzati a collaborare con l’amministrazione Trump hanno difficoltà a comunicare all’interno del proprio sistema e questo è uno dei motivi principali per cui i dettagli di un potenziale accordo con l’Iran e degli accordi precedenti stentano a emergere. Persino i funzionari ai massimi livelli del governo di Teheran non saprebbero dove si trovi Khamenei e non avrebbero modo di contattarlo direttamente. Quando gli Stati Uniti inviano proposte, la difficoltà di raggiungere la Guida suprema comporta lunghi tempi di attesa e dilata necessariamente i tempi dell’accordo. Nonostante la diplomazia indiretta in corso tramite mediatori pakistani, l’Iran continua a nutrire una profonda diffidenza nei confronti degli Stati Uniti. È quanto afferma una fonte citata dall’agenzia di stampa Tasnim, legata alle guardie rivoluzionarie, ripresa da Iran International. La fonte ha affermato che la repubblica islamica non nutre “alcun ottimismo” nei confronti di Washington e ha descritto gli attuali scambi di messaggi con gli Stati Uniti come condotti con profondo pessimismo verso il governo americano. Secondo il rapporto, non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e permangono divergenze su diverse disposizioni in discussione. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi “oggi stesso”. “Pensavamo di poter avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, non darei troppa importanza alla cosa”, ha detto Rubio a Nuova Delhi, riferendosi al potenziale accordo, parlando con i giornalisti prima di lasciare la capitale indiana, dove si trovava per una visita ufficiale.
Trump frena sull’intesa con l’Iran: “Non c’è fretta, Hormuz resta chiuso”







