lunedì, Maggio 25, 2026

Guerra in Ucraina, attacco di Kiev alle porte di Mosca dopo la rappresaglia russa di ieri

“Ho dato istruzioni a tutte le nostre missioni presso le organizzazioni internazionali di avvalersi appieno degli strumenti multilaterali a disposizione in risposta al barbaro attacco missilistico sferrato ieri sera dalla Russia contro Kiev”. È quanto fa sapere il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in un post sul social X. “L’Onu, l’Osce, il Consiglio d’Europa e l’Unesco dovrebbero fornire una risposta adeguata e forte all’aggressore, che sta tentando di compensare la mancanza di progressi militari sul campo di battaglia con atti di terrore contro i civili”, si legge nel post, “chiediamo immediatamente una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e una riunione congiunta del Forum per la cooperazione in materia di sicurezza dell’Osce e del Consiglio permanente dell’Osce”. “Putin sta cercando di intimidire l’Ucraina attaccando i civili e distruggendo edifici residenziali, musei, scuole e infrastrutture critiche. Sta anche cercando di intimidire il mondo lanciando missili balistici a raggio intermedio contro città pacifiche”, aggiunge Sybiha, “tutto ciò richiede un’azione forte e coordinata da parte della comunità internazionale. Esortiamo i nostri partner a intraprendere azioni multilaterali risolute volte a scoraggiare la Russia e a spingerla verso una pace globale, giusta e duratura”. È salito a 21 morti e 42 feriti il bilancio dell’attacco ucraino avvenuto nella notte fra giovedì e venerdì, in cui droni hanno preso di mira un edificio che ospita un dormitorio studentesco a Starobilsk, una città nella regione ucraina di Luhansk occupata dalla Russia. Lo ha riferito il ministero russo delle Situazioni d’emergenza al termine delle operazioni di ricerca e soccorso. Le autorità della regione di Luhansk insediate dal Cremlino hanno proclamato 2 giorni di lutto, domenica e lunedì, in onore delle vittime. Durante una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull’attacco, tenuta su richiesta della Russia, l’ambasciatore ucraino Andrii Melnyk ha respinto le accuse di crimini di guerra mosse dal suo omologo russo, definendole un “puro spettacolo di propaganda” e affermando che le operazioni del 22 maggio “avevano come obiettivo esclusivo la macchina da guerra russa”. La Russia ha utilizzato un missile a medio raggio Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari, contro l’Ucraina con massicci bombardamenti notturni, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Tre missili russi hanno colpito un’infrastruttura idrica, un mercato è stato dato alle fiamme, decine di edifici residenziali sono stati danneggiati, diverse scuole sono state distrutte e lui (il presidente russo Vladimir Putin) ha lanciato il suo Oreshnik contro Bila Tserkva. Sono veramente folli”, ha affermato Zelensky in un messaggio su Telegram. “Gli Stati uniti si sono di fatto ritirati dalla guida del processo di pace tra la Russia e l’Ucraina. A tutti è evidente che ora Putin sta ora cercando di coinvolgere l’Europa nei negoziati, ma solo per guadagnare tempo”. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, nel corso di un’intervista rilasciata alla televisione di Stato estone, Err. “Essere mediatori significa assumere una posizione neutrale tra l’Ucraina e la Russia per cercare di raggiungere un compromesso. Ma questo non è assolutamente il nostro obiettivo – ha detto Tsahkna -. Il nostro obiettivo è creare una nuova architettura della sicurezza europea in cui l’Ucraina giochi un ruolo fondamentale”: Il ministro ha aggiunto che per riuscire a portare la Russia a dei negoziati seri, i Paesi europei dovrebbero esercitare ulteriore pressione, rendendo ancora più visibili il peso e i costi della guerra sull’economia di Mosca.

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