Un intervento a tutto campo quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale la premier ha voluto rivolgere un saluto e un ringraziamento iniziale definendo la sua presenza un segnale del ruolo centrale dell’industria italiana non solo sul piano economico, ma anche storico, identitario e culturale. Nel suo discorso, Meloni ha sottolineato come il sistema produttivo nazionale rappresenti un pilastro della reputazione internazionale del Paese, attribuendo a imprese e lavoratori il merito del riconoscimento globale dell’Italia come “patria del bello, del buono e del ben fatto”, aggiungendo che l’orgoglio nazionale non si rivendica ma si dimostra attraverso fiducia, coraggio e responsabilità. La premier ha poi ringraziato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini per il riconoscimento degli sforzi del governo, evidenziando la necessità di superare logiche di scontro ideologico per costruire un dialogo basato su obiettivi condivisi. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo dell’Unione europea, definita dalla presidente del Consiglio come una struttura spesso eccessivamente burocratica, accusata di aver sacrificato competitività e crescita a favore di approcci ideologici e tecnocratici, con la richiesta di riportare al centro la politica rispetto alla burocrazia e di garantire che le decisioni democratiche vengano poi rispettate e attuate senza essere ribaltate. Nel suo intervento Meloni ha proposto l’apertura di un “cantiere comune” per una riforma della burocrazia, indicando la necessità di rendere più efficiente il sistema amministrativo italiano ed europeo, e ha ribadito il cambio di approccio del governo sul tema energetico, con particolare riferimento all’aumento dell’offerta e degli investimenti. La premier ha inoltre rilanciato il ruolo del Mezzogiorno come possibile motore di crescita nazionale, sostenendo che quando lo Stato crea condizioni favorevoli il Sud è in grado di rispondere con energia e diventare traino per l’intero Paese, inserendo in questo contesto anche il rafforzamento della Zona Economica Speciale e nuovi strumenti di incentivazione agli investimenti. Tra i passaggi centrali anche quello sul ritorno al nucleare, definito un obiettivo strategico per la competitività italiana, con la previsione di una legge delega entro l’estate e successivi decreti attuativi per definire il quadro normativo. La presidente del Consiglio ha poi criticato il sistema ETS europeo, definito una “tassa paradossale” che rischia di penalizzare la competitività, e ha richiamato la necessità di maggiore flessibilità europea anche alla luce delle tensioni internazionali e dell’impatto della crisi in Iran e delle conseguenze sullo Stretto di Hormuz per famiglie e imprese. In chiusura, Meloni ha affrontato anche il tema della difesa e della sicurezza nazionale, sottolineando come uno Stato che non è in grado di difendersi perda autonomia e capacità di tutelare i propri interessi, ribadendo la necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza, sostegno alle famiglie e competitività economica per garantire stabilità e crescita al Paese.
La premier Meloni a Confindustria: “Europa meno burocratica, più politica. Italia pronta a crescere con imprese e riforme”







