mercoledì, Maggio 27, 2026

Ladispoli, polemica sulla riqualificazione della torretta del 1550: il Comitato chiede verifiche ambientali su Torre Flavia

Torna al centro del dibattito la riqualificazione della torretta del 1550 nell’area di Torre Flavia, progetto che continua a sollevare perplessità e richieste di approfondimento da parte delle associazioni ambientaliste locali. A intervenire è il Comitato civico tutela Palude di Torre Flavia, promosso da Ladispoli Sostenibile, che ha inviato una richiesta formale alla Regione Lazio, alla Soprintendenza archeologica, ai Carabinieri Forestali e del Nucleo tutela patrimonio culturale, oltre che al Comune di Ladispoli, sollevando criticità legate agli impatti futuri dell’intervento di riqualificazione e musealizzazione del sito storico. Secondo il comitato, un progetto di tale portata comporterebbe inevitabilmente un incremento della presenza umana nell’area, con conseguente aumento dei flussi turistici, necessità di nuove infrastrutture di accesso e servizi di supporto, e un generale incremento della pressione antropica su un ecosistema particolarmente delicato. L’area interessata, infatti, si trova in prossimità della Palude di Torre Flavia, classificata come zona ZPS (Zona di Protezione Speciale), dove ogni intervento pubblico o privato dovrebbe essere sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale. Proprio su questo punto si concentra una delle principali osservazioni del comitato, che sottolinea come il via libera regionale al progetto di restyling abbia riguardato esclusivamente gli impatti legati alla fase di cantiere, senza però considerare le ricadute successive della musealizzazione dell’area. Tra queste, viene evidenziato un possibile aumento significativo dei visitatori e la conseguente necessità di infrastrutture logistiche dedicate, come parcheggi, aree di sosta per autobus e percorsi di accesso, elementi che – secondo i firmatari della richiesta – non risulterebbero adeguatamente valutati nell’ambito della procedura Vinca. Una posizione che riaccende il confronto tra esigenze di valorizzazione del patrimonio storico e tutela dell’equilibrio ambientale di uno dei siti naturalistici più sensibili del litorale laziale.

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