mercoledì, Maggio 27, 2026

Cerveteri, 35 anni dopo la storica promozione in C2: il ricordo di Ranieri e quella notte che cambiò la città

Sono passati 35 anni, ma il 26 maggio 1991 resta una data incisa nella memoria collettiva di Cerveteri, il giorno in cui la città visse il momento più alto della sua storia sportiva e sociale con la storica promozione in Serie C2. Una notte di festa infinita arrivata al termine della finale playoff contro il Giorgione, formazione veneta, battuta ai calci di rigore grazie alla trasformazione decisiva di Claudio Scopece, che consegnò ai verdeazzurri un traguardo mai raggiunto prima. In quella squadra c’era anche Fabio Ranieri, centrocampista romano di Primavalle, oggi considerato uno dei possibili futuri allenatori del Cerveteri, protagonista di una stagione che ha segnato un’intera generazione di tifosi. Tecnico, rapido e combattivo, Ranieri fu uno degli elementi chiave della formazione guidata da Vincenzo Ceripa, capace di trascinare la squadra in un percorso culminato in una delle giornate più intense mai vissute allo stadio cittadino. A distanza di oltre tre decenni, è proprio l’ex centrocampista a riportare alla luce quelle emozioni: “Quella domenica per me è stata speciale, me la ricordo come se fosse ieri. Ho vissuto il momento più bello da calciatore, con uno stadio pieno, un tripudio di bandiere e di persone pazze per quella squadra – racconta Ranieri – Ero giovane e legato alla tifoseria, mi sentivo uno di loro. Capii subito, appena entrati in campo, che sarebbe stata una battaglia”. La partita, rimasta nella storia, si concluse con un’invasione di campo e festeggiamenti senza precedenti, tanto che lo stesso Ranieri ricorda con ironia e emozione: “Finita la gara ci fu un’invasione, persi tutto, rimasi in mutande. Per Cerveteri è stata la giornata più bella della sua storia”. Dopo quella stagione, il centrocampista rimase in verdeazzurro ancora per un anno e mezzo prima di proseguire la sua carriera tra i professionisti, vestendo le maglie di Perugia in Serie C e successivamente del Castel di Sangro, dove conquistò un’altra promozione in C1 in un gruppo guidato da Gabriele Gravina, oggi presidente della FIGC. Ma il legame con Cerveteri non si è mai spezzato: “Qui ho creato famiglia, è un posto in cui si vive bene – aggiunge Ranieri – anche se porto sempre con me la nostalgia del mio quartiere romano”. Una storia che continua a vivere nella memoria dei tifosi e che, a distanza di 35 anni, resta uno dei simboli più autentici dell’identità sportiva e sociale della città.

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