Oltre 2.800 minori intercettati in un anno, 770 adolescenti coinvolti attivamente nelle attività progettuali, 24 ragazzi seguiti attraverso percorsi personalizzati e 737 studenti raggiunti nelle scuole del territorio. Sono numeri importanti quelli emersi dal primo anno di attività del progetto Ermes, iniziativa dedicata al benessere psicologico degli adolescenti che coinvolge anche Ladispoli insieme ai territori di Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri e Roma. Ma dietro i dati si nasconde soprattutto una fotografia sempre più nitida delle fragilità che attraversano il mondo giovanile contemporaneo. Solitudine, ansia, difficoltà relazionali, fatica nel comunicare il proprio disagio e bisogno di ascolto autentico sono alcune delle criticità emerse durante il lavoro svolto da educatori, psicologi e operatori coinvolti nel progetto. Un quadro che conferma come il disagio adolescenziale non rappresenti più un fenomeno isolato o marginale, ma una vera emergenza educativa e sociale che coinvolge famiglie, scuole, istituzioni e comunità locali. Il progetto Ermes, finanziato da “Con i Bambini” nell’ambito del Bando BenEssere, vede come capofila Il Ponte di Don Egidio Smacchia, affiancato dalla Fondazione Angelo e Mafalda Molinari Ets e da numerosi partner territoriali. L’iniziativa punta a costruire percorsi di sostegno e prevenzione attraverso attività educative, sportive, laboratoriali e di supporto psicologico, con l’obiettivo di intercettare precocemente i segnali di fragilità e offrire strumenti concreti ai ragazzi. Uno degli aspetti più significativi riguarda proprio il lavoro svolto nelle scuole, considerate il primo luogo in cui possono emergere isolamento, perdita di motivazione, ansia, difficoltà comunicative e segnali di sofferenza emotiva. Sono stati infatti 737 gli studenti coinvolti nelle attività di prevenzione e contrasto al disagio e alla dispersione scolastica, in un percorso che mira non soltanto a intervenire nelle situazioni più critiche, ma anche a costruire una rete educativa più attenta e presente. Secondo quanto emerso nel corso del primo anno di attività, molti adolescenti mostrano oggi una crescente difficoltà nel chiedere aiuto e nell’esprimere il proprio malessere, spesso vivendo in silenzio fragilità profonde legate alle relazioni, all’autostima e alla gestione delle emozioni. Per questo il progetto Ermes punta soprattutto sulla prevenzione e sulla costruzione di una comunità educante capace di ascoltare davvero i ragazzi, senza giudizi e senza sottovalutare i segnali di disagio. Famiglie, insegnanti, educatori, associazioni e istituzioni locali vengono così chiamati a condividere una responsabilità sempre più centrale: accompagnare gli adolescenti in una fase della crescita spesso segnata da incertezze e difficoltà emotive. Il bilancio del primo anno di attività del progetto indica una direzione precisa: il benessere psicologico dei giovani richiede continuità, presenza e competenze specifiche. Non bastano interventi sporadici o risposte emergenziali, ma serve una rete stabile e preparata, capace di riconoscere le fragilità prima che si trasformino in sofferenze più profonde. Nel comunicato diffuso dai promotori del progetto emerge con forza un concetto chiave: oggi più che mai gli adolescenti chiedono “adulti presenti, autentici e capaci di mettersi in discussione”. Un messaggio che attraversa anche il territorio di Ladispoli e che invita l’intera comunità a riflettere sul ruolo educativo degli adulti in una società sempre più complessa e veloce.
Ladispoli, adolescenti sempre più fragili: il progetto Ermes accende i riflettori sul disagio giovanile







