Dietro l’emergenza ambientale che oggi interessa l’area delle Salzare si nasconde una vicenda complessa, fatta di contenziosi, trasformazioni urbanistiche e criticità irrisolte che affondano le proprie radici nel passato. L’intero comprensorio, esteso per circa 700 ettari, è entrato a far parte del patrimonio del Comune di Ardea in seguito al decreto di trasferimento emanato dall’Agenzia del Demanio il 17 febbraio 2017, acquisendo così lo status di bene appartenente al demanio comunale. Nonostante i vincoli paesaggistici che gravano sull’area e la sua rilevanza sotto il profilo ambientale, nel corso degli anni il territorio è stato interessato da un intenso fenomeno di edificazione abusiva che ha modificato profondamente il paesaggio originario. Migliaia di manufatti sono sorti all’interno di una vasta lottizzazione realizzata senza i necessari titoli autorizzativi, spesso privi di certificazioni di idoneità statica e delle procedure di regolarizzazione previste dalla normativa vigente. Secondo quanto denunciato da più parti, molte delle costruzioni sarebbero state realizzate attraverso occupazioni prive di titolo e senza che venissero corrisposte le relative indennità all’ente proprietario. Una situazione che negli anni ha contribuito ad alimentare un contesto di diffusa irregolarità amministrativa e urbanistica, favorendo parallelamente il progressivo degrado ambientale dell’area. Proprio questa combinazione di abusivismo, mancata pianificazione e assenza di interventi risolutivi viene oggi indicata come una delle principali cause delle criticità che interessano le Salzare, dove al problema urbanistico si sono aggiunti nel tempo fenomeni di abbandono dei rifiuti, discariche abusive e continui episodi di inquinamento che continuano a preoccupare residenti e istituzioni.







