Le strade del centro affollate in ogni stagione, i tavoli dei ristoranti prenotati con settimane di anticipo, gli alberghi che registrano tassi di occupazione elevati ben oltre i tradizionali periodi di punta. Roma continua a vivere una stagione straordinaria per il turismo e i numeri confermano una tendenza che negli ultimi anni si è consolidata fino a trasformarsi in un fenomeno strutturale. La Capitale si presenta oggi come una delle principali mete europee per il turismo culturale, ma il successo non si spiega più soltanto con la forza senza tempo del Colosseo, dei Fori Imperiali, della Fontana di Trevi o dei Musei Vaticani. A trainare la crescita contribuisce infatti una proposta sempre più ampia che affianca al patrimonio storico e artistico un calendario fitto di appuntamenti culturali, musicali e sportivi distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno. I dati più recenti confermano la solidità del trend. Nei mesi di marzo e aprile del 2026 Roma ha registrato circa 3,9 milioni di arrivi e oltre 9 milioni di presenze, con un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato particolarmente significativo perché ottenuto in assenza di lunghi ponti festivi e in una fase internazionale ancora caratterizzata da incertezze geopolitiche. La città continua dunque ad attrarre visitatori italiani e stranieri grazie a una reputazione consolidata di destinazione sicura, accessibile e ricca di esperienze. A cambiare è anche il profilo del turista. Accanto ai visitatori che arrivano per ammirare i grandi monumenti cresce il numero di coloro che scelgono Roma per partecipare a un evento specifico. Una mostra, un concerto, un festival, una manifestazione sportiva diventano sempre più spesso il motivo principale del viaggio, trasformando la permanenza in città in un’esperienza più articolata. In questo scenario lo sport rappresenta uno dei motori più dinamici della crescita. Negli ultimi anni Roma ha rafforzato la propria capacità di attrarre manifestazioni di livello internazionale, generando un impatto significativo non solo sul piano dell’immagine ma anche su quello economico. Gli Internazionali di tennis costituiscono uno degli esempi più evidenti. Ogni primavera il torneo richiama nella Capitale centinaia di migliaia di spettatori, appassionati, addetti ai lavori e operatori del settore provenienti da tutto il mondo. Per diverse settimane alberghi, ristoranti, servizi di trasporto e attività commerciali beneficiano di un flusso aggiuntivo di visitatori che si integra perfettamente con il turismo tradizionale. Ma il tennis non è l’unico protagonista. Anche il calcio continua a svolgere un ruolo centrale. Le partite europee disputate dalle squadre romane, le finali internazionali ospitate negli ultimi anni e gli eventi collegati alle grandi competizioni contribuiscono a generare presenze turistiche e visibilità globale. Ogni appuntamento di richiamo si traduce in migliaia di pernottamenti, consumi e spostamenti che alimentano l’economia cittadina. Un contributo importante arriva inoltre dalle grandi corse podistiche. La Maratona di Roma è ormai diventata una manifestazione internazionale capace di attrarre decine di migliaia di partecipanti tra atleti professionisti, amatori e accompagnatori. In molti casi si tratta di visitatori che soggiornano per più giorni, visitano musei, frequentano ristoranti e prolungano la permanenza oltre il weekend della gara. La capitale vola anche con il Concorso ippico di Piazza di Siena nell’edizione del centenario, con numeri da record: +24,2% di presenze. Ultimo, ma solo in senso cronologico il Giro d’Italia che ha ospitato la tappa conclusiva dell’evento per il quarto anno consecutivo. E fino al 7 giugno si preparano a scendere in campo le stelle del padel mondiale. Al Foro Italico l’ Italy Major Premier Padel 2026, uno dei quattro Major del circuito mondiale, per una settimana che porterà a Roma oltre 250 tra i migliori giocatori del pianeta. Un percorso accompagnato da numeri in continua crescita: oltre 2,3 milioni di praticanti e 5,4 milioni di appassionati sul territorio nazionale, con Roma che occupa il terzo posto al mondo per numero di campi dopo Madrid e Barcellona. L’effetto sport si somma a quello prodotto da una programmazione culturale sempre più diffusa sul territorio. Festival musicali, mostre internazionali, eventi all’aperto e iniziative nei quartieri contribuiscono a distribuire i flussi turistici anche al di fuori delle aree tradizionalmente più frequentate. Non è più soltanto il centro storico a beneficiare della crescita. Zone come l’Eur, l’Auditorium, l’area del Foro Italico e diversi poli culturali periferici stanno diventando destinazioni autonome, capaci di attrarre pubblico e generare economia. Un altro elemento che emerge è la crescente propensione dei visitatori a tornare. Roma non viene più vissuta soltanto come una tappa unica da inserire nel viaggio in Italia, ma come una città da riscoprire più volte. Molti turisti internazionali, dopo una prima visita dedicata ai luoghi simbolo, tornano per approfondire aspetti specifici dell’offerta culturale o per partecipare a un evento particolare. E ancora. Cresce la domanda di esperienze personalizzate, visite private a musei e siti archeologici, percorsi esclusivi e servizi di alta gamma. Una tendenza che contribuisce ad aumentare la spesa media dei visitatori e a rafforzare il valore economico complessivo del settore. Le prospettive restano positive. Se il Giubileo ha certamente rappresentato un acceleratore straordinario, i dati indicano che la crescita non si esaurisce con l’evento religioso. Roma sembra aver costruito un modello turistico più solido e diversificato, capace di reggersi su più pilastri: cultura, arte, enogastronomia, grandi eventi e sport.







