Il Piano Antenne del Comune di Cerveteri non sarebbe stato annullato e, secondo l’amministrazione, la recente sentenza del Consiglio di Stato non avrebbe comportato la cancellazione del regolamento comunale vigente, ma anzi potrebbe aprire margini interpretativi favorevoli all’ente. Il caso è esploso nei giorni scorsi dopo la pubblicazione di un articolo online che aveva interpretato il pronunciamento del giudice amministrativo come una bocciatura integrale del Piano e del Regolamento Antenne, generando preoccupazione tra i cittadini e un immediato dibattito politico. Alla notizia avevano fatto seguito anche le reazioni dei consiglieri di opposizione, che avevano sollevato perplessità sulla tenuta normativa dello strumento urbanistico, pur precisando di non aver ancora esaminato direttamente il contenuto della sentenza. Nelle ultime ore è intervenuta la sindaca Elena Gubetti per fare chiarezza sulla vicenda, respingendo l’ipotesi di un annullamento del regolamento comunale. «In questi giorni circolano voci infondate riguardo a presunti annullamenti del nostro Regolamento comunale sulle antenne. È importante fare chiarezza per rispetto verso i cittadini e per correttezza istituzionale», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come le interpretazioni circolate non trovino riscontro diretto negli effetti giuridici della decisione. Secondo l’amministrazione, infatti, la sentenza del Consiglio di Stato non avrebbe comportato lo smantellamento del sistema regolatorio adottato dal Comune in materia di installazione degli impianti di telecomunicazione, ma si inserirebbe in un quadro più complesso di valutazioni tecniche e procedurali che non intaccherebbero l’impianto generale del Piano. L’obiettivo dell’ente resta quello di garantire un equilibrio tra lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e la tutela del territorio, attraverso strumenti regolamentari che consentano di governare in modo ordinato l’installazione delle antenne. Una vicenda che ha acceso il confronto politico e che, al momento, viene letta dall’amministrazione come un tema ancora aperto sul piano interpretativo, ma non tale da determinare la cancellazione delle norme comunali vigenti.







