sabato, Giugno 6, 2026

La premier Meloni assente al vertice Ue-Balcani di Tivat, esplode la polemica: opposizioni all’attacco sulla credibilità internazionale dell’Italia

L’assenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al vertice Unione Europea-Balcani Occidentali in corso a Tivat, in Montenegro, ha innescato un’immediata bufera politica, trasformando un problema di agenda istituzionale in un caso nazionale. La premier non ha preso parte all’importante appuntamento internazionale a causa del protrarsi degli impegni previsti a Reggio Calabria per le celebrazioni del 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Secondo quanto riferito da fonti governative, Meloni ha informato personalmente il presidente del Montenegro Jakov Milatović e il presidente del Consiglio europeo António Costa, manifestando il proprio rammarico per l’impossibilità di raggiungere in tempo la riunione. Terminata la cerimonia ufficiale, la presidente del Consiglio si è recata presso la Prefettura di Reggio Calabria per l’annullo filatelico del francobollo celebrativo emesso per l’occasione, un appuntamento che non figurava nell’agenda pubblica ufficiale della giornata. La mancata partecipazione italiana al summit ha però immediatamente acceso le critiche delle opposizioni, che hanno interpretato il forfait come il segnale di un crescente isolamento del Paese nei principali dossier europei. Tra i primi a intervenire è stato Matteo Renzi, che sui social ha evidenziato come tutti i leader europei fossero presenti al tavolo dedicato al futuro dell’Europa, all’allargamento dell’Unione e alla pace in Ucraina, sottolineando l’assenza dell’Italia. Ancora più duro il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha collegato l’episodio a una presunta perdita di centralità internazionale del governo, ironizzando sulle motivazioni logistiche addotte per il mancato arrivo della premier e criticando la politica estera dell’esecutivo. Sulla stessa linea il vicepresidente di Italia Viva Enrico Borghi, che ha definito la mancata presenza una scelta incomprensibile in un momento cruciale per il confronto europeo, mentre il deputato del Partito Democratico Piero De Luca ha parlato di un possibile incidente diplomatico o di una scelta politica deliberata legata alle tensioni interne alla maggioranza sui temi internazionali. Critiche sono arrivate anche dal segretario di Più Europa Riccardo Magi, secondo il quale l’episodio sarebbe il sintomo di una progressiva marginalizzazione dell’Italia nei processi decisionali europei. Il vertice di Tivat rappresenta infatti uno degli appuntamenti più significativi dell’agenda continentale, riunendo i leader dei 27 Stati membri dell’Unione Europea, i rappresentanti dei sei Paesi dei Balcani occidentali, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per discutere di allargamento dell’Unione, stabilità regionale e sostegno all’Ucraina. L’incontro segue quello storico di Tirana del dicembre 2022, primo summit Ue-Balcani organizzato nella regione, e viene considerato un passaggio strategico per il futuro assetto geopolitico europeo. In questo contesto, l’assenza della presidente del Consiglio italiana ha inevitabilmente assunto una valenza politica che va oltre il semplice problema organizzativo, alimentando il dibattito sul ruolo dell’Italia negli equilibri europei e sul peso che il governo Meloni riesce a esercitare nei principali tavoli internazionali.

Articoli correlati

Ultimi articoli