Un potente terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito oggi, lunedì 8 giugno, le Filippine meridionali, provocando l’immediata attivazione dell’allarme tsunami e l’evacuazione preventiva di diverse aree costiere. Lo riferisce lo United States Geological Survey (USGS), che ha localizzato l’epicentro del sisma al largo delle coste dell’isola di Mindanao, una delle principali terre emerse dell’arcipelago filippino. La scossa è stata registrata alle 7:37 ora locale e si è verificata a una profondità di circa 35 chilometri sotto il fondale marino. Secondo le prime rilevazioni, il terremoto è stato avvertito distintamente in numerose province del sud del Paese, dove residenti e lavoratori si sono precipitati all’esterno degli edifici mentre le autorità avviavano le procedure di emergenza. Pochi minuti dopo il sisma, l’US Tsunami Warning System ha emesso un’allerta tsunami per le aree costiere potenzialmente interessate. Gli esperti prevedono la possibile formazione di onde comprese tra uno e tre metri di altezza, capaci di provocare inondazioni nelle zone più basse e danni alle infrastrutture lungo il litorale. Le autorità locali hanno quindi ordinato l’evacuazione immediata delle comunità costiere considerate a rischio, invitando la popolazione a raggiungere aree sopraelevate e a seguire esclusivamente le indicazioni dei servizi di protezione civile. Le operazioni di evacuazione sono scattate in diversi centri abitati affacciati sul mare, mentre squadre di emergenza e forze di sicurezza sono state mobilitate per assistere la popolazione e monitorare l’evolversi della situazione. Le autorità portuali hanno inoltre sospeso temporaneamente alcune attività marittime e invitato le imbarcazioni presenti nelle aree interessate a seguire i protocolli previsti in caso di tsunami. Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali su eventuali vittime o danni significativi, ma le verifiche sono ancora in corso. La forte intensità della scossa e la sua origine sottomarina hanno alimentato la preoccupazione degli esperti, che continuano a monitorare il livello del mare e l’eventuale arrivo delle onde lungo le coste delle Filippine meridionali. Le Filippine si trovano lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico”, una delle aree geologicamente più attive del pianeta, caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche dovuti all’interazione tra diverse placche tettoniche. Eventi sismici di forte intensità rappresentano una minaccia costante per l’arcipelago, che negli anni è stato più volte colpito da terremoti distruttivi e conseguenti tsunami. Le autorità nazionali hanno invitato la popolazione a mantenere la calma, a non avvicinarsi alle coste fino alla revoca dell’allerta e a prepararsi a possibili scosse di assestamento che potrebbero seguire il terremoto principale nelle prossime ore.
Violento terremoto di magnitudo 7.8 al largo di Mindanao: scatta l’allarme tsunami nelle Filippine







