Il provvedimento di sblocco dei progetti per le energie rinnovabili è stato accolto positivamente dagli operatori del settore, che lo considerano «un primo passo positivo» ma non sufficiente a colmare i ritardi accumulati nella realizzazione degli impianti, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’associazione delle imprese eoliche, che segnala come restino ancora circa 150 progetti in attesa delle autorizzazioni necessarie, mentre le aziende continuano a denunciare tempi lunghi e procedure complesse che rallentano lo sviluppo del comparto; nel contesto della transizione energetica italiana, che negli ultimi anni ha registrato una forte accelerazione dopo la crisi energetica del 2022 e il superamento della fase di stagnazione legata alla disponibilità di gas russo a basso costo, la nuova potenza installata è passata da 1,3 Gigawatt nel 2021 a 3,2 nel 2022, 5,8 nel 2023, 7,5 nel 2024 e 7,2 nel 2025, con il Governo che rivendica un incremento complessivo di 23 Gigawatt di nuova capacità da fonti rinnovabili dall’inizio della legislatura, mentre le associazioni di categoria evidenziano per il 2025 un rallentamento dovuto a «politiche incerte, normative contraddittorie e ostacoli amministrativi»; sul fronte degli obiettivi, il Pniec aveva fissato per il 2025 un target di 84,4 Gigawatt di capacità rinnovabile installata, sostanzialmente raggiunto con 83,5 Gigawatt alla fine dello scorso anno e ulteriormente superato nei primi tre mesi del 2026 con l’aggiunta di 1,6 Gigawatt che hanno portato il totale nazionale a 85,2 Gigawatt, mentre tra i territori coinvolti nei nuovi sviluppi figura anche Ardea, inserita nel quadro dei progetti autorizzati per l’espansione della capacità energetica nazionale.







