Dopo anni di attese, rinvii e lavori rimasti incompiuti, sono stati inaugurati gli ascensori che collegano la stazione di Ostia Antica al percorso verso gli Scavi archeologici. Una vicenda sulla quale l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità è intervenuta più volte, a seguito delle segnalazioni ricevute da cittadini e associazioni, mantenendo una costante interlocuzione con il Municipio e con Roma Capitale affinché un’opera attesa da anni potesse finalmente vedere la luce. Oggi gli ascensori sono stati inaugurati. Ma una domanda resta inevitabile: possiamo davvero parlare di una barriera eliminata se l’opera rischia di non essere utilizzabile da tutte le persone con disabilità? Il punto non è contestare la realizzazione dell’intervento, che rappresenta il risultato di una lunga mobilitazione. Il punto è comprendere se il concetto di accessibilità adottato sia quello del 1989 o quello del 2026. L’accessibilità non può essere soltanto il rispetto di una misura minima prevista da una norma tecnica. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, recepita dall’Italia nel 2009, ci chiede qualcosa di più: progettare per tutti, non per alcuni. Per questo l’Autorità Garante approfondirà gli aspetti tecnici e giuridici dell’intervento, per verificare che le soluzioni adottate siano coerenti non solo con i parametri dimensionali, ma anche con i principi di accessibilità universale, non discriminazione e pari opportunità. Perché il vero traguardo non è inaugurare un ascensore. Il vero traguardo è fare in modo che quell’ascensore possa essere utilizzato da tutti.







