Il tribunale penale di Tripoli ha condannato l’ex comandante libico Osama Najeem Almasri a sette anni e quattro mesi di reclusione per episodi di tortura commessi ai danni di detenuti nelle carceri del Paese. La notizia è stata riportata dal sito di informazione in lingua araba Almasdar e rappresenta un importante sviluppo giudiziario in una vicenda che negli ultimi mesi aveva assunto una rilevanza internazionale, coinvolgendo anche l’Italia e la Corte Penale Internazionale. Almasri era considerato una delle figure di vertice del sistema di sicurezza del carcere di Mitiga, struttura detentiva situata nei pressi di Tripoli e da tempo al centro di denunce e rapporti internazionali riguardanti presunte violazioni dei diritti umani. Proprio per il suo ruolo all’interno del penitenziario, la Corte Penale Internazionale aveva emesso nei suoi confronti un mandato di arresto con accuse estremamente gravi, tra cui crimini di guerra e crimini contro l’umanità, contestandogli responsabilità dirette nelle violenze, nelle torture e nei maltrattamenti inflitti ai detenuti. La vicenda aveva avuto una significativa eco mediatica anche in Italia dopo l’arresto di Almasri avvenuto a Torino il 19 gennaio 2025. L’ex comandante era stato fermato in esecuzione del mandato emesso dalla Corte Penale Internazionale, ma la sua permanenza sul territorio italiano era durata appena due giorni. Successivamente era stato infatti rilasciato e trasferito a Tripoli con un volo di Stato, una decisione che aveva scatenato un acceso dibattito politico e istituzionale sia a livello nazionale che internazionale. La scelta di espellere Almasri verso la Libia era stata oggetto di forti critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e della stessa Corte Penale Internazionale, che aveva espresso una dura condanna per il mancato trasferimento dell’indagato all’Aia. Una volta rientrato nel suo Paese, Almasri era stato sottoposto a indagini da parte delle autorità libiche e nel novembre del 2025 era stato posto in custodia cautelare in attesa del processo. Il procedimento celebrato davanti al tribunale penale di Tripoli si è concluso ora con la condanna a sette anni e quattro mesi di carcere per le torture commesse nei confronti dei detenuti. Resta tuttavia aperto il capitolo relativo alle accuse formulate dalla Corte Penale Internazionale, che continua a considerare Almasri responsabile di reati ben più gravi e di portata internazionale. La sentenza emessa dalla magistratura libica segna comunque un passaggio significativo in una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni, al centro di un intreccio tra giustizia nazionale, diritto internazionale e delicati equilibri diplomatici tra Libia ed Europa.
Almasri condannato in Libia per torture ai detenuti: sette anni e quattro mesi di carcere per l’ex comandante di Mitiga







