sabato, Giugno 27, 2026

Punta di Palo, Grando difende la variante: “Più turismo, nuovi posti di lavoro e un grande parco urbano per Ladispoli”

Continua ad alimentare il dibattito politico a Ladispoli la variante urbanistica di Punta di Palo, approvata dalla maggioranza e finita al centro delle critiche delle opposizioni e di alcune forze civiche. A difendere la scelta dell’amministrazione è il sindaco Alessandro Grando, che rivendica la bontà del provvedimento e respinge le accuse, sostenendo che il nuovo assetto urbanistico «restituisce a quella zona una vocazione prevalentemente turistica e sportiva» e rappresenta un’opportunità di sviluppo per l’intera città. Il primo cittadino pone l’accento soprattutto sulla realizzazione di una nuova struttura alberghiera, che a suo giudizio consentirà di aumentare la capacità ricettiva del territorio, sostenere il comparto turistico, creare nuove occasioni di lavoro e generare benefici per le attività economiche locali. Tra i punti qualificanti dell’operazione, Grando evidenzia anche l’acquisizione al patrimonio comunale di un’area di circa 12mila metri quadrati che sarà trasformata in un nuovo parco urbano, oltre all’introito di 730mila euro di contributo straordinario che, sommato agli altri oneri previsti, porterà nelle casse del Comune oltre un milione di euro. Il sindaco ricorda inoltre come la vicenda non sia nata con la sua amministrazione, ma affondi le radici nella precedente pianificazione urbanistica risalente all’epoca dell’amministrazione Paliotta. «Noi questa vicenda non l’abbiamo creata, l’abbiamo ereditata», sottolinea il primo cittadino, spiegando che l’attuale amministrazione aveva inizialmente tentato di bloccare l’intervento e successivamente di modificarlo, riducendo le volumetrie edificabili rispetto a quanto previsto dal piano originario. Entrando nel merito della variante, Grando ricorda che l’accordo iniziale prevedeva la realizzazione di un albergo, di un impianto sportivo e di un edificio destinato ai servizi di quartiere, con negozi di vicinato. Nel corso dell’iter, tuttavia, il soggetto attuatore ha chiesto di sostituire quest’ultimo edificio con due medie strutture di vendita, proposta che l’amministrazione ha deciso di accogliere ritenendo che non alterasse gli elementi fondamentali dell’accordo raggiunto nel 2019. Secondo il sindaco, la previsione originaria di un edificio destinato ai servizi di quartiere era maggiormente compatibile con un contesto urbano consolidato, mentre nell’area di Punta di Palo, esterna al centro abitato e caratterizzata da una funzione turistico-sportiva, l’insediamento di due medie strutture di vendita risulta più coerente con il territorio e con la sostenibilità complessiva dell’intervento. «Abbiamo difeso le ragioni del Comune davanti ai giudici e quando il contenzioso ci ha imposto di scegliere, abbiamo individuato la soluzione che, nelle condizioni date, garantiva il maggior beneficio pubblico per Ladispoli», ribadisce Grando, che poi affonda il colpo contro chi, a suo dire, starebbe fornendo una ricostruzione non corrispondente ai fatti. «È legittimo avere opinioni politiche diverse, molto meno legittimo è raccontare ai cittadini una storia diversa da quella realmente accaduta», conclude il sindaco. Intanto il confronto politico resta acceso. Dopo le prese di posizione di Ladispoli Attiva e Ladispoli Sostenibile e la presa di distanza di Fratelli d’Italia dalle dichiarazioni della consigliera Franca Asciutto, nuove critiche sono arrivate anche dai consiglieri comunali di Governo Civico, Roberto Garau e Daniela Ciarlantini, segno di una vicenda destinata a rimanere ancora a lungo al centro del dibattito cittadino.

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