lunedì, Giugno 29, 2026

Terremoto in Venezuela: salgono a 1450 le vittime. 50mila i dispersi e 3.150 feriti

Il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela ha raggiunto le 1.450. I feriti sono 3.150 feriti e 12.721 gli sfollati. Gli edifici  danneggiati o crollati sono 774, di cui 189 completamente distrutti. Le Nazioni Unite stimano in circa 50.000 il numero dei dispersi. Una valutazione preliminare realizzata attraverso immagini satellitari nell’ambito del programma Rapida del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud) stima in circa 6,7 miliardi di dollari i danni causati dal sisma a edifici, infrastrutture, veicoli e attività economiche. Secondo le autorità venezuelane, 189 edifici hanno subito danni totali e 585 danni parziali. Risultano inoltre colpiti 38 ospedali, 44 centri commerciali e 1.645 altre strutture. Il numero dei soccorritori internazionali dispiegati nel Paese ha raggiunto quota 2.624, supportati da 137 cani da ricerca, 49 veicoli specializzati e 84,8 tonnellate di attrezzature, medicinali e materiale chirurgico. Secondo la presidente ad interim Delcy Rodriguez, squadre provenienti da El Salvador, Messico, Repubblica Dominicana, Svizzera, Ecuador, Spagna, Cile, Colombia, Paesi Bassi, Italia e Stati Uniti sono già operative sul terreno, mentre sono attesi ulteriori rinforzi. Alle operazioni partecipano anche migliaia di volontari venezuelani. Le autorità riferiscono che 7.876 persone si sono registrate a Caracas per prendere parte alle attivitaà di soccorso e assistenza. Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a Caraballeda, nello Stato di La Guaira, dopo essere rimasta intrappolata per oltre tre giorni, 86 ore, a seguito dei terremoti che hanno colpito il Venezuela. Ad annunciarlo è stato il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, secondo cui i soccorritori sono riusciti a salvare Belkys Josefina Barreto Garcia, 60 anni, dopo un’operazione durata 11 ore. “Dopo 86 ore sotto le macerie e 11 ore di intenso lavoro, siamo riusciti a salvare viva Belkys Josefina Barreto Garcia, di 60 anni”, ha scritto Bukele sulla piattaforma X. Secondo il presidente salvadoregno, la donna è stata stabilizzata sul posto dai medici del contingente di soccorso, ma le sue condizioni restano delicate. Per questo motivo è stata trasferita con un elicottero privato in una clinica di Caracas, dove sta ricevendo cure specialistiche. Bukele ha ringraziato le squadre di soccorso salvadoregne e peruviane impegnate nelle operazioni. Mentre proseguono le operazioni di soccorso dopo il devastante doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, nella regione costiera di La Guaira si moltiplicano le denunce di saccheggi, furti e presunti abusi commessi approfittando del caos seguito alla catastrofe. Secondo numerose testimonianze, i primi episodi di sciacallaggio sarebbero iniziati già mercoledì sera, quando le scosse non erano ancora terminate.  Video diffusi sui social mostrano persone che si passano scatoloni di elettrodomestici recuperati da negozi crollati, mentre altre immagini documentano merci trasportate sui tetti di auto e motociclette. Le accuse non riguardano soltanto civili. Sui social network circolano segnalazioni che coinvolgerebbero anche agenti di polizia e militari, accusati di furti nelle abitazioni e persino sui corpi delle vittime. L’aeroporto internazionale Simon Bolivar di Caracas è stato parzialmente riaperto, mentre nelle prossime ore dovrebbero riprendere anche le attività del porto di La Guaira grazie all’arrivo di personale militare statunitense inviato per sostenere le operazioni di soccorso dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno. Lo ha reso noto il Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom), annunciando l’arrivo di circa 100 specialisti dell’aeronautica militare americana incaricati di assistere le autorità venezuelane nell’espansione della capacità operativa dello scalo che serve la capitale. L’aeroporto, danneggiato dai due forti sismi che hanno colpito la costa settentrionale del Paese, è stato parzialmente riaperto sabato. I militari statunitensi, esperti nella gestione aeroportuale, sono accompagnati da attrezzature specifiche per contribuire ad aumentare il flusso di traffico aereo in entrata e in uscita, considerato essenziale per l’arrivo degli aiuti umanitari e per le operazioni di evacuazione. Nelle prossime 24 ore è inoltre previsto l’arrivo di circa 130 marines nel porto di La Guaira, una delle aree piu’ colpite dal sisma. La missione è quella di contribuire alla riapertura dello scalo marittimo e consentire il trasferimento via mare di forniture e attrezzature verso le zone maggiormente devastate.

 

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