Cresce la preoccupazione ad Ardea per il futuro della postazione di automedica ARES 118 di via dei Tassi, a Tor San Lorenzo. Sul litorale romano meridionale si rincorrono infatti le indiscrezioni su una possibile sospensione temporanea o un ridimensionamento del servizio H24 proprio nel periodo estivo, quando il territorio registra un’impennata delle presenze tra residenti, turisti e villeggianti. Una prospettiva che ha già fatto scattare la protesta di cittadini e operatori del settore sanitario, preoccupati per le conseguenze che un simile provvedimento potrebbe avere sui tempi di intervento in un’area caratterizzata da una popolazione in forte crescita durante i mesi più caldi dell’anno. Il timore è quello di un vuoto assistenziale in un quadrante già alle prese con criticità legate alla viabilità e alle distanze dai principali presidi ospedalieri. A rendere la situazione ancora più paradossale è il fatto che ARES 118 abbia recentemente varato il “Piano Estivo 2026”, un programma straordinario da oltre un milione di euro, precisamente 1.027.233,04 euro, suddiviso in quindici lotti territoriali e finalizzato al potenziamento del servizio di emergenza-urgenza nelle località a maggiore vocazione turistica dal 13 giugno al 13 settembre. Proprio mentre in numerosi territori si punta a rafforzare il sistema dei soccorsi, ad Ardea si profila invece il rischio di un depotenziamento dell’unico presidio di soccorso avanzato presente sul territorio. Secondo le indiscrezioni, il possibile taglio rientrerebbe in una riorganizzazione del servizio, ma per molti cittadini e rappresentanti locali si tratterebbe di una scelta incomprensibile e potenzialmente pericolosa. L’automedica di Tor San Lorenzo rappresenta infatti un punto di riferimento fondamentale per un vasto bacino di utenza che durante l’estate vede moltiplicarsi le proprie presenze, con spiagge, stabilimenti balneari e quartieri residenziali che si popolano di migliaia di persone. La prospettiva di una riduzione del servizio sta alimentando un acceso dibattito e potrebbe presto tradursi in iniziative di protesta e richieste di chiarimento rivolte alla Regione Lazio e ai vertici di ARES 118. L’obiettivo è scongiurare un provvedimento che, secondo i timori espressi dal territorio, rischierebbe di compromettere il diritto alla salute e alla tempestività dei soccorsi in una delle aree più popolose del litorale romano durante la stagione estiva.







