Prende il via giovedì 2 luglio alle 21.30 al Parco Palombini nel centro storico di Tarquinia la nuova edizione di “Tra Terra e Mare 2026”, il ciclo di conferenze dedicato all’archeologia subacquea promosso dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS), che quest’anno accende i riflettori su un tratto di costa di particolare rilevanza storica e strategica compreso tra Civitavecchia, Santa Marinella e il territorio tarquiniese. L’iniziativa inaugura il programma con un incontro affidato all’archeologo Alessandro Mandolesi e al subacqueo professionista Sergio Anelli, che guideranno il pubblico in un approfondimento sugli antichi approdi del litorale tirrenico e sulle testimonianze sommerse che ancora oggi raccontano la centralità di questo sistema costiero nelle rotte commerciali dell’Etruria antica. Mandolesi concentrerà il suo intervento sulla Castellina del Marangone, insediamento etrusco situato nel settore più settentrionale della costa ceretana e considerato un possibile punto di riferimento di un micro-distretto gravitante su Capo Linaro, nodo fondamentale per l’orientamento della navigazione antica; l’abitato, caratterizzato dalla presenza di mura, edifici pubblici e di culto, una vasta necropoli monumentale e due distinti scali marittimi presso la foce del Marangone e a Punta della Vipera, rappresenta una delle evidenze più significative della rete insediativa costiera etrusca e del suo ruolo nei traffici del Mediterraneo. Parallelamente, Sergio Anelli proporrà un’analisi delle tracce sommerse lungo il litorale, dalla foce del fosso Malpasso fino a Punta della Vipera, passando per il seno del Marangone, area particolarmente favorevole agli approdi grazie alla presenza di acqua dolce, ripari naturali e fondali idonei alla sosta delle imbarcazioni, soffermandosi su possibili strutture portuali individuate anche tramite documentazione aerofotografica storica e sulle evidenze archeologiche riconducibili all’approdo antico nei pressi del santuario etrusco di Punta della Vipera, dove convivono tecniche costruttive differenti che vanno dai grandi blocchi al conglomerato di età romana. La rassegna si conferma così un’occasione di approfondimento scientifico e divulgativo su un territorio in cui terra e mare continuano a intrecciare storie, percorsi e stratificazioni ancora in parte da esplorare.
Santa Marinella, archeologia subacquea e storia degli approdi antichi al centro della rassegna “Tra Terra e Mare 2026”







