mercoledì, Luglio 1, 2026

Punta di Palo, Cavaliere difende il sì al P.I.I.: “Il PD critica oggi ciò che ha creato nel 2010”

Dopo l’approvazione in Consiglio comunale del Programma Integrato di Intervento per l’area di Punta di Palo, il dibattito politico a Ladispoli continua ad accendersi. A intervenire è il consigliere di Verso Ladispoli, Raffaele Cavaliere, che rivendica il proprio voto favorevole al provvedimento e attacca duramente il Partito Democratico, accusandolo di diffondere “propaganda e falsità” sui social e di omettere le responsabilità politiche che, a suo dire, avrebbero portato alla situazione attuale. Il piano è stato approvato nella seduta del 23 giugno con 13 voti favorevoli e 8 contrari, al termine di una discussione protrattasi fino a tarda notte. Secondo Cavaliere, il dibattito non avrebbe consentito di chiarire adeguatamente i termini della vicenda, rendendo necessario un intervento pubblico per ricostruire i fatti. Il consigliere ricorda di aver sempre contestato la variante al Piano regolatore generale approvata nel 2010 dall’allora amministrazione guidata da Crescenzo Paliotta, definendola una delle operazioni urbanistiche più dannose degli ultimi decenni. Una scelta, sostiene, che avrebbe aperto la strada alla cementificazione e attribuito ai privati la possibilità di attuare interventi attraverso i Piani Integrati. Per Cavaliere, i diritti edificatori oggi esistenti derivano proprio da quelle decisioni politiche e sono stati consolidati anche dai pronunciamenti della giustizia amministrativa, con i ricorsi presentati dal Comune che sarebbero stati tutti respinti. Ancora più delicata, secondo il consigliere, la vicenda di Punta di Palo, nata inizialmente come intervento a prevalente destinazione alberghiera e successivamente trasformata in un piano con una consistente quota residenziale. Un cambiamento che, ricorda, sarebbe stato ammesso dallo stesso Paliotta in aula consiliare. Di fronte a questo scenario, l’amministrazione Grando avrebbe scelto la strada della mediazione, arrivando a una proposta che elimina completamente il residenziale, pari a circa 500 potenziali nuovi abitanti, sostituendolo con due medie strutture commerciali, una struttura alberghiera e un centro sportivo, oltre alla realizzazione di parcheggi e di un parco pubblico di oltre un ettaro. “La scelta reale non era tra cemento sì e cemento no – sostiene Cavaliere – ma tra un piano con residenze e un piano senza nuove abitazioni, in grado di ridurre l’impatto su acqua, depurazione, trasporti e servizi sociali e al tempo stesso creare nuove opportunità occupazionali”. Il consigliere respinge inoltre le critiche legate alle ricadute sul piccolo commercio cittadino, sostenendo che la crisi dei negozi di prossimità sia legata soprattutto alla crescita dell’e-commerce e al cambiamento delle abitudini di acquisto, più che all’apertura di nuove strutture commerciali sul territorio. Una posizione destinata a mantenere alta la tensione politica attorno a uno dei progetti urbanistici più discussi degli ultimi anni a Ladispoli.

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