Con la messa di consacrazione dei nuovi quattro vescovi che si sta tenendo a Econe in Svizzera, è sancito, di fatto, lo scisma dalla Chiesa cattolica romana da parte dei seguaci della Fraternità San Pio X. Manca l’atto formale del Papa con la scomunica latae sententiae. Una celebrazione in diretta social e tradotta in sei lingue, per dare il massimo fragore all’iniziativa che la Chiesa cattolica ha cercato, per tanti anni, di evitare e scongiurare, non ultima con l’appello di ieri dello stesso Papa Leone XIV che ha chiesto agli aderenti alla fraternità di desistere da un atto “grave” e di non “lacerare” la Chiesa. Presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta, la celebrazione è stata coadiuvata da monsignor Bernard Fellay in qualità di co-consacrante. I quattro vescovi nominati sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia), don Marc Hanappier (Francia). Da parte sua il Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, nell’omelia, è tornato a chiedere all’autorità ecclesiastica di “comprendere queste consacrazioni”, definendole un “evento storico, spartiacque nel quale è impossibile restare indifferente”. Rispetto a quanto avvenuto esattamente 38 anni fa, quando con lo stesso atto furono scomunicati da Giovanni Paolo II, la cerimonia avviene anche in diretta sui canali social della Fraternità San Pio X, visibile dunque in tutto il mondo con commenti alla celebrazione in varie lingue. Fondata da monsignor Marcel Lefebvre, la Fraternità è in scontro con la Santa Sede per il rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno il gruppo tradizionalista aveva ordinato 5 sacerdoti e 4 diaconi. I quattro vescovi, preliminarmente, hanno pronunciato la formula con la quale hanno giurato ”fedeltà al Papa e alla Chiesa romana”, poi la consacrazione con l’imposizione delle mani da parte del vescovo consacrante (con guanto rosso) accompagnata dall’invocazione ‘Accipe spiritum sanctum’. ”Finalmente il giorno è arrivato. Apparteniamo alla stessa famiglia. Noi non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa, noi vogliamo la Chiesa per mezzo della fede e nella fede – ha detto il superiore generale dei Lefebvriani, don Davide Pagliarani, nell’omelia prima della consacrazione dei vescovi -. Veniamo accusati di non rispettare il Papa. Parliamo il linguaggio della fede, della tradizione, ascoltiamo le persone per convertirle. Bisogna smettere di parlare per dare aria alla bocca. Di fede ce ne è una sola ecco perché si fa fatica a capirsi. Con queste consacrazioni non viviamo nel risentimento ma nella gioia e nella speranza. Dio non ci ha abbandonato e non ci abbandonerà, le consacrazioni lo mostrano”. ”Continuiamo a cercare il bene delle anime – ha aggiunto -. Più le anime sono disorientate, più dobbiamo sostenerle. Più la chiesa è oltraggiata, più va amata. Pronti a pagare qualunque prezzo, anche essere trattati da ribelle mentre noi vogliamo amare la Chiesa come nostra madre, servirla come una madre a volte tradita che merita di essere aiutata . Potremmo restare indifferenti? No, sarebbe tradire la Chiesa. Più si esalta l’uomo in modo fanatico, più viene allontanato dal suo vero bene. Questa peste paralizza le anime. Ebbene, noi con le consacrazioni vogliamo continuare a riversare il preziosissimo sangue del Signore su tutte le anime. C’è una sola alleanza”. E ai nuovi vescovi: ”Quali consigli darvi? Quelli di Gesù che dice: “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Mai piegarvi, non arretrate, la consacrazione vi darà una forza irresistibile. Gesù vi da’ un altro consiglio: siate semplici e astuti come serpenti. No all’inganno che c’è nel mio nido. I vostri nemici non vi affronterà mai frontalmente. Di fronte al pericolo, pregate, restate vigili e non tornate indietro. Svelate l’inganno che è nel mondo e predicate come colombe senza ambiguità”. Il Pontefice ha scritto una lettera ai lefebvriani alla vigilia delle ordinazioni episcopali non autorizzate, un appello al Superiore generale, don Davide Pagliarani, per chiedere di fermarsi ed evitare così lo scisma. “Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perchè l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita, e in taluni casi persino valida, dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”, scrive infatti Papa Prevost, dopo un’introduzione. “La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”, sottolinea ancora il Pontefice. “Prego per voi, perchè lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio” prosegue il Santo Padre. “Lungi da noi l’idea di separarci dalla chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario, come aiutare una madre bisognosa di un aiuto speciale”. Così i lefebvriani rispondono all’ultimo appello di Leone prima delle ordinazioni episcopali di domani, aggiungendo: “Le chiediamo gentilmente di darci la benedizione”. Esponenti di Forza Nuova assieme al segretario Roberto Fiore “presenti alle ordinazioni ad Econe”, si apprende dal responsabile della segreteria nazionale di FN Adriano Da Pozzo, in merito alla cerimonia in Svizzera, in cui gli ultra-tradizionalisti seguaci di monsignor Lefebvre ordineranno vescovi senza mandato pontificio. “Molti di noi e il segretario nazionale Roberto Fiore in testa, da sempre in linea con il pensiero di Monsignor Lefebvre e della Fraternità, seguono la vicenda a fianco di chi non ha mai ammainato la bandiera della Tradizione – si precisa -, pur mantenendo un granitico rispetto per Roma e il Santo Padre”. “Le questioni poste dal tradizionalismo sono tuttora irrisolte e la Fraternità San Pio X nella sua coerenza rischia di essere ‘discriminata’ ….ma la storia le darà ragione”, così Fiore. Sono gli appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X: 720 sacerdoti, circa 700 chiese, e quasi mezzo milione di fedeli in tutto il mondo. Nata nel 1970 per volontà di monsignor Marcel Lefebvre, la San Pio X è stata fondata “in risposta alle pressanti richieste da parte di alcuni giovani, che chiedevano una formazione sacerdotale tradizionale”. L’obiettivo è quello di preservare la liturgia tradizionale secondo il Messale del 1962 e la formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II. Seguono la tradizione religiosa alla lettera ma si servono anche delle innovazioni tecnologiche. Mentre dalle 8.30 è in corso ad Econe, in Svizzera, la messa per le consacrazioni episcopali, nella trasmissione dell’evento su youtube, al momento delle offerte è comparso un qrcode per le donazioni da remoto da parte di coloro che, pur non essendo fisicamente presenti all’evento liturgico, vogliono comunque contribuire. È quanto è stato spiegato dai prelati che accompagnano la cronaca della celebrazione trasmessa online. Esattamente 38 anni fa, il 30 giugno 1988, Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza autorizzazione di Giovanni Paolo II. Nei giorni successivi, la Santa Sede dichiarò la scomunica di Lefebvre, del vescovo co-consacrante Antonio de Castro Mayer e dei quattro nuovi vescovi di allora: Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta. Giovanni Paolo II parlò di “un atto di disobbedienza” e lo qualificò come “atto scismatico”. Monsignor Lefebvre muore nel 1991. Nel tempo, intanto, la fraternità continua la sua attività. Papa Benedetto XVI, nel 2007, tenta un passo di riconciliazione con la decisione di liberalizzare la messa Tradizionale latina, attraverso il motu proprio ‘Summorum pontificum’ e nel 2009 di togliere le scomuniche contro i quattro vescovi della Fraternità. La scomunica latae sententiae è un atto formale del diritto canonico: una pena spirituale in cui il fedele incorre automaticamente, per il solo fatto di aver commesso un determinato delitto grave, senza bisogno che un giudice ecclesiastico emetta una sentenza. Ed è prevista, tra le altre fattispecie, in caso di “Consacrazione episcopale non autorizzata”, ossia consacrare o farsi consacrare vescovo senza mandato pontificio.
Lefebvriani, consacrati quattro nuovi vescovi: è scisma. L’appello inascoltato di Papa Leone XIV







