Il rifinanziamento del progetto regionale delle reti d’impresa nel Lazio conferma la volontà di proseguire negli investimenti a sostegno del piccolo commercio e del tessuto economico locale, con particolare attenzione alla capacità dei territori di fare sistema. Ad Ardea, negli ultimi anni, si è consolidato un modello che punta a rafforzare le relazioni tra imprenditori, valorizzare le attività commerciali e contribuire anche al decoro urbano, attraverso la partecipazione a bandi e finanziamenti dedicati allo sviluppo delle reti economiche locali. Un percorso che, secondo l’amministrazione, ha già prodotto risultati concreti in termini di collaborazione tra operatori e attrattività del territorio. «Stiamo facendo tanto per creare una filiera che sia la più corta possibile, per centralizzare gli acquisti, per far risparmiare e puntare sulla qualità», ha affermato la presidente del Consiglio di Gestione Anna Maria Tarantino, sottolineando l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema commerciale locale attraverso la cooperazione tra imprese. Tarantino ha inoltre evidenziato il lavoro condiviso con la Regione Lazio e con l’assessorato regionale alle Pmi guidato dal vicepresidente Roberta Angelilli, oltre al confronto con l’assessore comunale al Commercio Fulvio Bardi, rimarcando la necessità di una strategia comune tra livelli istituzionali. «Fare una rete d’impresa vuol dire partecipare a una rivoluzione culturale dove al centro ci sono i commercianti. Abbiamo bisogno di idee, che ci servono sempre più come il pane», ha aggiunto la presidente, evidenziando come il rilancio del commercio locale passi anche dalla capacità di innovare i modelli di collaborazione tra operatori economici. Nel suo intervento Tarantino ha poi ribadito il principio secondo cui lo sviluppo del territorio non può prescindere da una sinergia tra pubblico e privato: «Ardea non si salva e non cresce da sola. Cresce se le istituzioni ci sono e se i privati scendono in campo», ha concluso. Il rafforzamento delle reti d’impresa viene così interpretato non solo come strumento economico, ma anche come modello di comunità, in cui la capacità di fare sistema diventa elemento centrale per il futuro del territorio e per la tenuta del commercio locale in una fase ancora caratterizzata da sfide economiche e trasformazioni strutturali.







