Si è concluso con due condanne e un’assoluzione il processo di primo grado per la tragica esplosione del Municipio, avvenuta il 10 giugno 2019 e costata la vita al sindaco Emanuele Crestini e al delegato comunale Vincenzo Eleuteri. Il Tribunale ha condannato il legale rappresentante e il geologo della società Tecnogeo, incaricata dei lavori durante i quali si verificò la fuga di gas che provocò la violenta esplosione. I due sono stati ritenuti responsabili in solido. Assolto, invece, il geologo incaricato dal Comune. La sentenza assume rilievo anche sotto il profilo civile. La condanna in solido comporta infatti l’obbligo di risarcire i danni alle parti civili e apre la strada al riconoscimento delle richieste risarcitorie avanzate anche dal Comune. Nel corso del procedimento era stata inoltre avanzata la richiesta di chiamare il Comune come responsabile civile, in qualità di stazione appaltante dei lavori. Un’ipotesi che il giudice aveva deciso di approfondire nel corso del dibattimento ma che non ha trovato conferma nella sentenza. L’esplosione si verificò durante alcuni lavori di consolidamento delle cavità sotterranee lungo Corso della Costituente. La fuga di gas provocò una deflagrazione che investì il Palazzo comunale e una vicina scuola. Il sindaco Emanuele Crestini e il delegato Vincenzo Eleuteri riportarono gravissime ustioni e morirono nei giorni successivi al ricovero. Con la decisione di primo grado il Tribunale ha individuato le responsabilità per la tragedia del 2019, mentre il procedimento potrà proseguire nei successivi gradi di giudizio.







